Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Il Consiglio Federale della Lega Nord, in programma venerdì 28 novembre a Milano in via Bellerio, sarà quasi una resa dei conti tra Matteo Salvini e Flavio Tosi. Il segretario – secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it – è intenzionato a “depotenziare” il leader della Liga Veneta e sindaco di Verona. Tosi potrà correre alle primarie del Centrodestra, quando ci saranno, alle quali parteciperà anche Salvini. Ma niente lista Tosi alle prossime Regionali in Veneto. Oltre al simbolo del Carroccio, l’unica lista ammessa sarà quella del presidente uscente e ricandidato, ovvero Luca Zaia.
Tosi resterà segretario della Liga, servirebbe un congresso regionale per farlo dimettere, ma – assicurano i salviniani – “verrà calmato un pochino“. All’interno del movimento Salvini ha una posizione di forza assoluta, non solo per i numeri elettorali (il fatto che la Lega abbia preso quasi il 20% in Emilia Romagna e nei sondaggi abbia praticamente superato Forza Italia a livello nazionale è solo merito del 41enne eurodeputato) ma anche per il sostegno di quasi tutti i big. Con Salvini certamente c’ il presidente fondatore Bossi (storicamente nemico di Tosi), c’è il potentissimo e silente Giorgetti, Calderoli, il responsabile immigrazione Toni Iwobi (il nigeriano-leghista), le nuove leve come Grimoldi e Molteni e anche il capogruppo alla Camera Fedriga. Quello del Senato, Centinaio, invece, pare che “balli” tra il segretario federale e il primo cittadino di Verona. Molto delicata la posizione di Roberto Maroni. I rapporti tra il Governatore lombardo e Salvini vengono definiti “non idilliaci”, insomma un po’ di freddezza.
Anche perché Tosi avrebbe stipulato l’accordo che prevedeva che fossi lui il candidato premier della Lega proprio poco prima che Maroni lasciasse la segreteria a Salvini. L’ex ministro dell’Interno non si aspettava un’ascesa così veloce del giovane leader e quindi è un po’ “freddo“. Anche se, spiegano in via Bellerio, “poi si allineerà” come quando nel 1994, dopo che Bossi lasciò Berlusconi, era sul procinto di lasciare il Carroccio e poi invece rientrò a pieno titolo nel movimento. E che cosa farà Tosi? Nella Lega si tende ad escludere un addio del sindaco scaligero, anche perché – spiegano – “Passera se lo mangia in due minuti e da solo, senza Lega, non ha alcun seguito”. Probabile quindi che resti nel partito e conduca la sua battaglia di minoranza fino alle primarie dove sfiderà Salvini, e uno o più candidati di Forza Italia, magari in ticket con Giorgia Meloni.

