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Salvini un leader al comando

La coerenza della Lega carta vincente per gli elettori

‘Fratelli coltelli’ sarebbe lo slogan più adeguato per definire il modus operandi interno delle attuali formazioni politiche italiane che, da un paio d’anni, stanno scaldando i motori per arrivare alle elezioni politiche.

Elezioni che in Italia sembravano  essere diventate soltanto una chimera, parola in disuso.



E in questa bagarre continua per buttare giù dalla torre del potere attuale o di quello futuro l’amico, il compagno, il leader, quasi tutte le coalizioni si sono distinte per ambiguità, colpi alle spalle, incoerenza.



SALVINI UN LEADER AL COMANDO.LEGA COERENTE





Ecco invece che la coerenza, una parola dimenticata in politica, assume ora più che mai un valore aggiunto importante. Coerenza forse perseguita soltanto da una forza politica , la Lega, distintasi fino ad ora per compattezza e unione di pensiero intorno al suo leader, Matteo Salvini.



Se si pensasse di dare un premio in virtù della coerenza dimostrata e della correttezza espressa dai suoi leader,  non è impossibile pensare di mettere sul podio , nell’unico posto disponibile, la lega salviniana.



Anche se questa valutazione potrebbe far storcere il naso a qualcuno basta guardare cosa é successo e sta succedendo nelle firmazioni politiche più significative del paese.



SALVINI UN LEADER AL COMANDO. I GRILLINI INCOERENTI



Nel mondo pentastellato, il tempio della democraticità e della coerenza democratica, le sopraffazioni a questa logica sono state sempre all’ordine del giorno e l’incoerenza ha regnato e regna sovrana.

Molti gli esempi , a partire dall’epurazione del bravo sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e finendo con la cancellazione da parte del lider maximo Beppe Grillo , di una candidata regolarmente votata dalla base a Genova , Marina Cassimatis.



SALVINI UN LEADER AL COMANDO. UN BERLUSCONI A MOLTE FACCE



Non da meno quella fetta di Centrodestra guidata dal signore di Arcore, Silvio Berlusconi, capace di scendere a patti con il PD mentre abbraccia i suoi invitati a tavola, Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Un cavaliere pronto a spingere Stefano Parisi come leader mentre in contemporanea lancia nuovi impossibili candidati da Mario Draghi, a Carlo Calenda per finire con Sergio Marchionne.

Sapendo  perfettamente che l’unico leader a cui crede è se stesso.

Falsificare ideologia, intorpidire le acque, creare divisioni,  insomma un modus operandi che è solo incoerenza allo stato puro.



SALVINI UN LEADER AL COMANDO. RENZI UOMO DELLE DIVISIONI



Ultimo il Centrosinistra , leader nelle guerre fratricide, nelle divisioni, nel tutti contro tutti. Matteo Renzi che continua a vendersi come capo della sinistra riuscendo soltanto a dividerla in uno spezzatino dove non si sa più da che parte stia uno o l’altro.

Giuliano Pisapia che abbraccia amichevolmente Maria Elena Boschi dimenticando Roberto Speranza e i voti che potrebbero arrivargli da quella sinistra. E sullo sfondo le ombre inquietanti di Romano Prodi, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Una confusione totale.



E che fa la Lega? Evita le trappole di gramigna del Cavaliere quando lancia Luca Zaia alla guida del Centrodestra rilanciando la leadership di Salvini e soprattutto martella il Governo sulle priorità , non certo lo Ius Soli o l’impossibilità  ridisegno della legge elettorale, ma su fatti concreti che la gente capisce. Come per esempio il ridisegno delle pensioni dopo la legge Fornero, il mandare in galera i banchieri disonesti o cosa fare per arginare la madre di tutti i problemi attuali : la gestione fisica e sociale dei migranti.

 I toni usati sono spesso duri, non tutto è condivisibile, ma almeno l’elettore votante sa che in quell’area esiste un capo vero, e non un finto immortale, o un finto democratico o un finto ‘comunista’.