
Che cosa succede se il Pd vota la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore? “Noi parlamentari del Pdl non ci dimettiamo. Perché stare in Aula non vuole dire stare insieme ed essere alleati. Ma sono certa che un minuto dopo i nostri ministri non sarebbero più seduti allo stesso tavolo con i carnefici di Berlusconi. Si dimetterebbero, certo”, annuncia ad Affaritaliani.it Daniela Santanchè, deputato del Popolo della Libertà. Che si chiede: “Si possono fare cose insieme con chi vuole in galera il leader del movimento politico che più di tutti ha voluto questo governo? Evidentemente no. Non è che loro devono essere opportunisti, ci odiano e ci dicono di tutto, poi per le loro poltrone però andiamo bene. Nella vita serve reciprocità. O la smettono con il clima di odio verso di noi oppure non ha senso stare insieme”.
E dopo la caduta del governo che succede? “Ah bé… è un problema di Napolitano, non nostro. Il capo dello Stato dovrebbe fare la cosa giusta e fare in modo che al nostro leader sia restituita l’agibilità politica e venga restituita la democrazia. Sarebbe giusto che la sentenza venisse dal popolo italiano. La Costituzione dice che il popolo è sovrano, andiamo a votare e vediamo che succede”. Ma a parte lo scioglimento delle Camere, che cosa potrebbe fare il Presidente per ridare a Berlusconi l’agibilità politica? “Napolitano è il vero capo del Pd e quindi chiami Letta ed Epifani e dica loro che non si vota la decadenza di Berlusconi da senatore. E’ così semplice. Devono sapere tutti che nel governo ci sono cinque Berlusconi. Siamo tutti con il nostro leader, siamo tutti condannati. Non possono pretendere di isolare Berlusconi dal Pdl. Troppo comodo, non lo accettiamo”.
@AlbertoMaggi74
