Schloz in Italia, “forte segnale di attenzione del cancelliere verso la premier italiana”
Dopo la visita a Febbraio a Berlino della Meloni, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ieri ha ricambiato il favore recandosi in visita a Roma. Questo fatto è stato sottolineato da quasi tutti giornali tedeschi come un forte segnale di attenzione del cancelliere verso la premier italiana.
Le parole del cancelliere dopo il colloquio di oltre un ora e mezza con il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi, sono state assai eloquenti nel rappresentare il nuovo clima di fiducia e di amicizia che si sta creando tra due paesi, che in passato invece si sono sempre guardati con una certa diffidenza l’uno verso l’altro. Il cancelliere tedesco definisce l’Italia «partner importante e amico affidabile» e poche ore dopo scrive su Twitter: «Di fronte all’emergenza siamo l’uno al fianco dell’altro. Italia e Germania lo stanno dimostrando con il sostegno all’Ucraina e la stretta collaborazione nell’Ue e nella Nato”.
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In una intervista al Corriere aveva ribadito invece come sui migranti il nostro paese non vada lasciato da solo. Il colloquio si è talmente dilungato, che la premier italiana ha dovuto spostare il suo appuntamento per una intervista con Bruno Vespa, nella sua masseria in Manduria, programmato da tempo.
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E forse non è un caso, se quasi in concomitanza con l’incontro a Palazzo Chigi, il consiglio dei ministri dell’interno europei arrivava finalmente ad un accordo tanto atteso, e che forse non è esagerato definire storico, sui rimpatri dei migranti, che dovrebbero poter essere rimandati anche nei paesi di transito, purchè essi vengano considerati sicuri ( si tratterà poi di capire su quali basi si potrà giudicare un paese sicuro o no, ma questo è un ‘altro discorso).
Giorgia Meloni, adottando quella realpolitik, che sta rendendo la sua leadership riconosciuta anche ai massimi livelli internazionali, ha in questo caso, preferito non allinearsi con Orban e con i paesi di Visegrad, contrari all’accordo, dando il via libera dell’Italia all’accordo. “L’improvvisa fine del corso antitedesco della Meloni” ha titolato la Die Welt, giornale certo non tenero con lei in passato, che ha commentato quasi sorpreso di questa armonia ritrovata tra i due paesi, non immaginando forse che la figura di pericolosa sovranista era solo nell’immaginario di media e sinistra italiana.
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Già sembra incredibile anche a loro evidentemente che, dopo le tensioni con premier meno “ compromessi” della pericolosa sovranista ed antieuropeista Meloni, come Berlusconi, Renzi, Gentiloni e Conte, solo per citare i casi più recenti, ora proprio sotto la sua presidenza si riesca a creare un clima decisamente più armonioso ed amichevole tra i due paesi. Ma al di là di questo è chiaro che Scholz guardi con grande interesse ai tentativi di mediazione della Meloni a Tunisi in Libia, per stabilizzare la situazione dei flussi migratori che partono da lì, e sembra aver salutato con grande favore il suo progetto di un nuovo piano Mattei per i paesi africani I consensi per lui e per la sua coalizione stanno pericolosamente scendendo, anche e soprattutto a causa dell’aumento degli arrivi di migranti in territorio tedesco.
E questo va tutto a vantaggio della estrema destra di Adf, che in solo un mese ha guadagnato il 2%, portandosi ad oltre il 18% dei consensi e tallonando ormai da vicino proprio il partito dei socialdemocratici. Insomma questo nuovo atteggiamento di grande apertura da parte del cancelliere verso la nostra premier non è certo disinteressato, e non potrebbe essere altrimenti in politica estera, ma è comunque indubbio che anche in questo si possa ricavare una ritrovata centralità del nostro paese nello scacchiere internazionale, al di là dei soliti gufi che preconizzavano il totale isolamento del nostro paese con la Meloni a Palazzo Chigi.
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Alla luce dei fatti sembra che stia avvenendo l’esatto contrario. Giorgia Meloni, guardando alla prossima questione delicata, da discutere a livello europeo, e cioè quella sui vincoli di bilancio, sa bene che senza il sì della Germania, nulla si muove a Bruxelles. Il fatto poi che in questo periodo i rapporti tra Germania e Francia siano ai minimi storici, offre alla Meloni l’occasione di rompere questo asse tra i due maggiori paesi europei, che ha negli ultimi decenni fatto il bello e il cattivo tempo in Europa. Il chiaro intento della premier italiana appare quello di ritagliarsi un ruolo di primo piano anche a livello europeo.
Ed è anche per questo che lei punta moltissimo sul progetto di alleanza tra popolari europei e il suo gruppo di conservatori europei alle prossime elezioni del 2024. In ballo non c’è solo un cambio degli equilibri del potere e quindi un cambio anche della linea politica, fino a qui assai deludente da parte della Commissione europea. In ballo c’è anche la possibilità di riempire quel vuoto di leadership creato dall’uscita di scena della cancelliera Angela Merkel.
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Macron sembra soffrire molto questo eccessivo protagonismo della premier italiana, e le tensioni tra i due di questi mesi, stanno lì a dimostrarlo. Ma Giorgia Meloni sta dimostrando di sapersi muovere benissimo sullo scacchiere internazionale, e anche il presidente francese ha dovuto adeguarsi e ha preferito, per ora, scendere a più miti consigli.
I tempi dei sorrisetti ironici dell’allora presidente francese Sarkozy ( che certo ora non avrà molto da sorridere alle prese con i suoi guai giudiziari) e la Merkel, nel 2012 sembrano davvero distanti anni luce. La premier sta certamente lavorando assai bene per ridare al paese quel ruolo di rilievo che le compete a livello europeo per tradizione, storia, cultura e peso economico.

