"Sento dire di incontri con Berlusconi al Nazareno. Immagino che Renzi sarà cauto su mosse che possano resuscitare politicamente Berlusconi" e non incontri "un pregiudicato alla sede del Pd". Lo dice Alfredo D'Attorre, deputato Pd di area bersaniana, conversando con i cronisti in Transatlantico. "Sarebbe ben strano fare le segreterie nei comitati elettorali delle primarie e gli incontri con Berlusconi alla sede del Pd. Immagino che anche Renzi avrà cautela e attenzione".

Quanto al merito della trattativa, d'Attorre aggiunge a proposito del modello spagnolo: "Non ci può essere un accordo in cui Berlusconi e Renzi, grazie alle liste bloccate, determinano la totalità del Parlamento". Ora, spiega, una legge c'è. "E' il proporzionale disegnato dalla Consulta. Certo va migliorato, nel senso della governabilità. Ma ora una legge elettorale c'è ed è giusto che la discussione ne tenga conto".

Renzi, intanto, sta avendo molteplici incontri per trovare la quadra sulla legge elettorale. E ha avuto un colloquio anche con Denis Verdini, come confermato dal portavoce della segreteria democratica Lorenzo Guerini. Questa mattina la riunione della segreteria Pd si è concentrata "sull'esame della situazione politica generale - spiega ancora Guerini - con particolare riferimento al tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali, puntando l'attenzione anche sulle proposte sul lavoro e alla direzione del partito in programma domani pomeriggio".

In direzione si è dunque confermato che sulla legge elettorale si sta lavorando a 360 gradi e questo giustificherebbe l'incontro tra il segretario e Verdini, l'uomo forte del Cavaliere.  L'auspicio, sottolinea il portavoce Pd, resta quello di portare in aula, alla Camera, "entro fine gennaio", il testo di riforma elettorale.

Ma subito dopo arriva il tweet di Renzi. "Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato", scrive il segretario del Pd che oggi continua a tenere colloqui sulla legge elettorale. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del Pd, ha incontrato Nichi Vendola ed il leader Ncd Angelino Alfano. Al momento non sarebbe in agenda un incontro con  Berlusconi. Fonti Fi riferiscono che il faccia a faccia potrebbe però esserci entro questo week end. Ieri Renzi ha visto Denis Verdini e domattina dovrebbe anche vedere nuovamente il premier Enrico Letta, prima della direzione del partito che si svolgerà nel pomeriggio.

Quindi ribadisce in un'intervista al Tg5: "Non lo so, vediamo. Prima dovremmo sistemare per benino le cose perche' l'incontro abbia un senso. Se deve essere semplicemente per prendere un caffe', ognuno resta a casa sua. Se ci vediamo e' per provare a chiudere", ha detto al giornalista che gli chiedeva di un suo possibile incontro con Silvio Berlusconi. "Credo che Forza Italia non si debba limitare a dire si' a una delle leggi elettorali di cui stiamo discutendo - ha spiegato Renzi - ma per esempio accetti la nostra proposta di superare il Senato, cioe' di non avere piu' un Senato con 315 senatori, pagati, eletti. Andiamo a semplificare, cosi' come diciamo di superare le province, superiamo anche il Senato com'e' adesso e vedrete che la politica costera' meno, ci sara' un taglio dei parlamentari, ma anche una maggiore semplicita', che e' quello che chiedono gli italiani che vanno a lavorare e si svegliano la mattina presto. Fate veloce - ha concluso Renzi - e fate le cose che servono".

Rimpasto? Discussione annoia anche addetti lavori - "Stiamo semplicemente dicendo al governo: 'Fate le cose che servono, che interessano gli italiani, occupatevi di lavoro, del taglio delle tasse, della pubblica amministrazione'. Non continuiamo questa discussione che sta annoiando anche gli addetti ai lavori: 'Io vorrei il rimpasto, io vorrei due sottosegretari, tre ministri...'. Parliamo delle questioni reali". Lo ha detto il segretario del Pd e sindaco di Firenze Matteo Renzi in un'intervista al Tg5. "Il Pd e' in prima fila per dire: 'Caro governo - ha aggiunto Renzi - dai risposte agli italiani, non ai politici romani'".

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"Sento dire di incontri con Berlusconi al Nazareno. Immagino che Renzi sarà cauto su mosse che possano resuscitare politicamente Berlusconi" e non incontri "un pregiudicato alla sede del Pd". Lo dice Alfredo D'Attorre, deputato Pd di area bersaniana, conversando con i cronisti in Transatlantico. "Sarebbe ben strano fare le segreterie nei comitati elettorali delle primarie e gli incontri con Berlusconi alla sede del Pd. Immagino che anche Renzi avrà cautela e attenzione".

Quanto al merito della trattativa, d'Attorre aggiunge a proposito del modello spagnolo: "Non ci può essere un accordo in cui Berlusconi e Renzi, grazie alle liste bloccate, determinano la totalità del Parlamento". Ora, spiega, una legge c'è. "E' il proporzionale disegnato dalla Consulta. Certo va migliorato, nel senso della governabilità. Ma ora una legge elettorale c'è ed è giusto che la discussione ne tenga conto".

Renzi, intanto, sta avendo molteplici incontri per trovare la quadra sulla legge elettorale. E ha avuto un colloquio anche con Denis Verdini, come confermato dal portavoce della segreteria democratica Lorenzo Guerini. Questa mattina la riunione della segreteria Pd si è concentrata "sull'esame della situazione politica generale - spiega ancora Guerini - con particolare riferimento al tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali, puntando l'attenzione anche sulle proposte sul lavoro e alla direzione del partito in programma domani pomeriggio".

In direzione si è dunque confermato che sulla legge elettorale si sta lavorando a 360 gradi e questo giustificherebbe l'incontro tra il segretario e Verdini, l'uomo forte del Cavaliere.  L'auspicio, sottolinea il portavoce Pd, resta quello di portare in aula, alla Camera, "entro fine gennaio", il testo di riforma elettorale.

Ma subito dopo arriva il tweet di Renzi. "Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato", scrive il segretario del Pd che oggi continua a tenere colloqui sulla legge elettorale. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del Pd, ha incontrato Nichi Vendola ed il leader Ncd Angelino Alfano. Al momento non sarebbe in agenda un incontro con  Berlusconi. Fonti Fi riferiscono che il faccia a faccia potrebbe però esserci entro questo week end. Ieri Renzi ha visto Denis Verdini e domattina dovrebbe anche vedere nuovamente il premier Enrico Letta, prima della direzione del partito che si svolgerà nel pomeriggio.

Quindi ribadisce in un'intervista al Tg5: "Non lo so, vediamo. Prima dovremmo sistemare per benino le cose perche' l'incontro abbia un senso. Se deve essere semplicemente per prendere un caffe', ognuno resta a casa sua. Se ci vediamo e' per provare a chiudere", ha detto al giornalista che gli chiedeva di un suo possibile incontro con Silvio Berlusconi. "Credo che Forza Italia non si debba limitare a dire si' a una delle leggi elettorali di cui stiamo discutendo - ha spiegato Renzi - ma per esempio accetti la nostra proposta di superare il Senato, cioe' di non avere piu' un Senato con 315 senatori, pagati, eletti. Andiamo a semplificare, cosi' come diciamo di superare le province, superiamo anche il Senato com'e' adesso e vedrete che la politica costera' meno, ci sara' un taglio dei parlamentari, ma anche una maggiore semplicita', che e' quello che chiedono gli italiani che vanno a lavorare e si svegliano la mattina presto. Fate veloce - ha concluso Renzi - e fate le cose che servono".

Rimpasto? Discussione annoia anche addetti lavori - "Stiamo semplicemente dicendo al governo: 'Fate le cose che servono, che interessano gli italiani, occupatevi di lavoro, del taglio delle tasse, della pubblica amministrazione'. Non continuiamo questa discussione che sta annoiando anche gli addetti ai lavori: 'Io vorrei il rimpasto, io vorrei due sottosegretari, tre ministri...'. Parliamo delle questioni reali". Lo ha detto il segretario del Pd e sindaco di Firenze Matteo Renzi in un'intervista al Tg5. "Il Pd e' in prima fila per dire: 'Caro governo - ha aggiunto Renzi - dai risposte agli italiani, non ai politici romani'".

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