Consenso informato a scuola, le nuove regole: cosa prevede la legge
Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge riguardante le disposizioni sul consenso informato nel contesto scolastico. L’aula di Palazzo Madama ha registrato 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto. Il testo diventa quindi ufficialmente legge, avendo già incassato il semaforo verde da parte della Camera dei Deputati.
Contenuto e disposizioni della norma
Cosa cambia a partire da oggi? “L’intervento normativo- si legge nel testo della norma- si inserisce nel quadro degli strumenti di partecipazione delle famiglie e degli studenti alla vita scolastica, in un’ottica di corresponsabilità educativa scuola-famiglia. In particolare, la disposizione in esame reca la disciplina del consenso informato preventivo delle famiglie ovvero degli studenti, se maggiorenni, con riguardo alle attività extracurricolari nonché a quelle rientranti nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa aventi ad oggetto tematiche inerenti alla sessualità, inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa”.
In sintesi, all’interno delle scuole medie e superiori l’autorizzazione preventiva — che da questo momento si configura come un obbligo — punta a notificare in modo tempestivo e dettagliato i genitori o gli allievi maggiorenni, tramite comunicazione scritta, in merito ai progetti extracurriculari e ai potenziamenti della didattica incentrati sulla sfera sessuale. Sarà compito dei nuclei familiari, avvisati con congruo anticipo dall’istituto, firmare il documento per dare l’approvazione formale alla partecipazione.
In aggiunta, il testo regolamenta “il coinvolgimento, da parte della scuola, di esperti esterni, enti o associazioni, in attività formative, curricolari o extracurricolari. In particolare, per garantire l’arricchimento dell’offerta formativa, ovvero per realizzare particolari progetti didattici, le istituzioni scolastiche possono ricorrere a contratti di lavoro autonomo assegnati ad un esperto o ad un contratto d’appalto di servizi affidato ad una società, un’associazione, ad un organismo che effettuerà tale servizio individuando personale qualificato dedicato”.
I vari progetti verranno pianificati all’interno del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). Si tratta del documento strategico d’istituto adottato in regime di autonomia scolastica, volto a formalizzare l’intera programmazione didattica, integrativa, educativa e logistica della scuola.
Gli scenari in caso di mancata sottoscrizione
Quali sono le conseguenze per chi decide di non firmare l’autorizzazione? “In caso di mancata adesione alle attività relative all’ampliamento dell’offerta formativa eventualmente previste dal Piano triennale dell’offerta formativa che riguardino tematiche dell’ambito della sessualità, le istituzioni scolastiche” dovranno garantire “mediante i propri strumenti di flessibilità e di autonomia organizzativa e didattica, la fruizione di attività formative alternative, comunque ricomprese nell’anzidetto Piano triennale dell’offerta formativa”.
Il commento di Valditara
“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La precisazione del ministro
“Approfitto anche per chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia”, spiega Valditara. “Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”.
“Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata. Ringrazio la maggioranza parlamentare per il grande lavoro fatto a sostegno di una riforma storica”, conclude il Ministro.

