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Se Berlusconi viene condannato…

di Angelo Maria Perrino

Affaritaliani.it non è di destra né di sinistra, semplicemente è avanti. Ma, alla vigilia dell’imminente scadenza processuale in Cassazione, non ho difficoltà ad ammettere il fatto che io sinceramente mi augurerei che Silvio Berlusconi venisse assolto. Me lo auguro per lui, per la sua famiglia, ma soprattutto per il mio Paese: non sarebbe edificante avere agli arresti domiciliari o assegnato ai servizi sociali (magari ai City Angels del bravo Mario Furlan) colui che è stato, a torto o a ragione, il premier più longevo della storia repubblicana ed è tuttora azionista di maggioranza dell’unico governo possibile prima del vuoto politico-istituzionale e di un possibile default. Nonché anima unificante e collante unico del centrodestra italiano. Un uomo necessario, insomma, in questa fase.

E poi, diciamocelo, se la sinistra vuole liberarsi dell’avversario politico più ostico e resistente, se vuole mandare a casa colui che ha costretto a ritirarsi una decina di leader avversari, da Prodi a Rutelli, da Veltroni a Bersani, è bene che lo faccia attraverso la politica, ossia le elezioni, cioè la qualità dei programmi e delle persone, e non per via giudiziaria.

Anche perché non si illudano i suoi avversari: Berlusconi condannato e di conseguenza espulso dal Palazzo romano per indegnità, acquisirebbe ottimi argomenti per allungare all’infinito la sua pur lunga vita politica. Con il rischio che ci si avvii a un suo secondo ventennio.

(scritto per La Discussione)