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Politica

Si riapre l'agenda della riforma della legge elettorale. Martedì pomeriggio alle 16,30 la Commissione affari costituzionali del Senato sarà chiamata a votare su due ordini del giorno depositati oggi e relativi il primo a firma Pd-Sc-Sel sul doppio turno di coalizione, il secondo a firma Lega Nord sul ritorno al Mattarellum. "E' necessario un momento di chiarezza" ha dichiarato al termine della commissione la relatrice Pd, Doris Lo Moro.

Il doppio turno non ha la maggioranza. "Operazione-verità" tuona per tutti il leghista Roberto Calderoli, che spiega, con un chiaro riferimento a Matteo Renzi: "C'è qualcuno che propone il doppio turno sapendo che non c'è una maggioranza che lo sostenga e che lo approvi. Questo perchè si vuole tornare a votare con il Porcellum. Come Manzoni con i suoi Promessi Sposi, anche il Pd porta il Porcellum a sciacquarsi in Arno, che guarda caso passa per Firenze. Nonostante la prevalenza delle forze politiche propenda per un ritorno al Mattarellum si tira fuori il doppio turno di ballottaggio o di coalizione che dir si voglia. Il problema è che nessuno vuole cambiare il Porcellum, specie a Firenze".

"Credo sia giusto votare, così usciamo fuori dall'equivoco - dichiara il relatore Pdl, Donato Bruno - martedì valuteremo gli ordini del giorno. Sul doppio turno la nostra posizione è chiara (e contraria, ndr). Probabilmente presenteremo anche noi un ordine del giorno".

"L'odg della Lega per il ritorno al Mattarellum è brevissimo - aggiunge Calderoli - sono due soli articoli, che in 15 giorni si possono portare alla Camera per il via libera definitivo".

Intanto sarebbero in arrivo altri ordini del giorno. Nel corso della seduta ne ha annunciato uno il Movimento 5 stelle e non è escluso che anche il Pdl ne presenti uno, come ha ventilato Bruno.

L'odg sul doppio turno, che è stato illustrato dal senatore del Pd Maurizio Migliavacca, è una proposta firmata dai senatori De Monte, De Petris, Della Vedova, Gotor, Maran, Migliavacca, Mineo, Pagliari, Pizzetti e Zanda e prevede di "definire un dispositivo elettorale che, nella ricerca della maggiore probabilità di assicurare, all'esito delle elezioni, una maggioranza certa, stabile e coerente nelle due Camere, preveda un premio di maggioranza, in misura corrispondente a un risultato totale, in ogni caso, di 340 seggi per la Camera e di 170 per il Senato, da attribuire - per ciascuna Camera- in prima istanza alla lista o alla coalizione di liste che ottiene la maggioranza assoluta (o almeno il 40/45 per cento dei voti o dei seggi) o, in mancanza, alla lista o alla coalizione che prevale in un secondo turno di votazioni in contesa tra le due che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti o di seggi".
 

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porcellum
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