Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale siciliano di Forza Italia, l’unica soluzione per evitare una clamorosa spaccatura modello Roma nel Centrodestra è “un ticket fra i due candidati in campo finora, Nello Musumeci e Gaetano Armao. E’ “l’unica sintesi possibile”. Già, ma è del tutto evidente che Musumeci, che ha già iniziato la sua campagna elettorale con il sostegno della Meloni (convinto) e di Salvini (tiepido), non ha alcuna intenzione di fare il vice di Armao. E ovviamente il discorso vale anche in senso opposto. Lo spettro è quello di una corsa separata alle Regionali di inizio novembre che spianerebbe la strada al successo del Movimento 5 Stelle, dato che il Pd è senza un candidato e accordandosi con Alfano perderà per strada quasi certamente la sinistra.
Come spiegano quanto sta accadendo in Sicilia in Forza Italia? La chiave di lettura è nazionale. Una parte degli azzurri, quella che vuole costruire un Centrodestra davvero alternativo al Pd e a Renzi, in prima fila Giovanni Toti e Daniela Santanchè, spinge per convergere su Musumeci e tenere così in piedi l’alleanza con Fdi e Lega, nella speranza che la Sicilia sia un trampolino di lancio per la vittoria alle Politiche. C’è però un’altra parte di Forza Italia che non è tanto preoccupata dalle sorti della Sicilia ma che a livello nazionale spera ancora in un pareggio in modo tale da governare con Renzi (e non con Salvini e la Meloni). Ed ecco rispuntare così chi, come Gianni Letta e il cosiddetto ‘partito di Mediaset’, spera in una spaccatura in Sicilia per Centrodestra per poi complicare la strada verso l’intesa a livello nazionale. Berlusconi, come sempre, in mezzo tra chi lo spinge verso l’asse con Lega e la Meloni e chi gli consiglia di rompere con gli storici alleati.


