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Politica
Sinistra Italiana spaventa Renzi. Migliaia di iscritti lasciano il Pd
Secondo le dichiarazioni dei redditi dei membri del governo pubblicati sul sito del Senato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato 98.961 euro. Il premier risulta inoltre comproprietario di due villini, uno a Pontassieve e l'altro nel comune di origine, Rignano, in provincia di Firenze. E' inoltre comproprietario di un terreno, coltivato ad olivi, nello stesso comune di Rignano, e di un box nell'abitazione di Pontassieve


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Questa volta Matteo Renzi, al di là delle dichiarazioni ufficiali e di facciata, inizia davvero a preoccuparsi. Sinistra Italiana, il cantiere per la nuova formazione di sinistra, nato sabato scorso al teatro Quirino di Roma, muove rapidamente i primi passi. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate, all'interno della minoranza dem ci sarebbero una decina di parlamentari (sia deputati sia senatori) che starebbero riflettendo seriamente e che nelle prossime settimane potrebbero lasciare il governo e il Pd per aderire al nuovo partito.

A far preoccupare il Nazareno e Palazzo Chigi sono soprattutto i movimenti sul territorio. Nelle 48 ore successive alla kermesse di sabato a Roma sono stati migliaia i messaggi sui social, gli sms, le mail e le telefonate di iscritti ed elettori del Pd che hanno comunicato la loro adesione a Sinistra Italiana direttamente ai promotori della nuova formazione politica. Le adesioni a SI dal Pd (molte delle quali recitano un simbolico "da elettorale di sinistra ho ritrovato la mia casa, grazie a tutti voi") arrivano soprattutto dal Centro-Nord, imponenti nelle Regioni rosse (Toscana, Emilia Romagna, Marche e Umbria), ma anche dal Sud e dalle Isole stanno arrivando segnali incoraggianti.

Sinistra Italiana in teoria era soltanto un'ipotesi di nome ma, visto il successo di pubblico e sui social network, molto probabilmente gli iscritti lo confermeranno come nome ufficiale. Il congresso si terrà nel 2016 (più probabile in autunno che in primavera) e avverrà dopo un lento e capillare processo di consolidamento sul territorio che vedrà al primo punto la partecipazione degli iscritti. Due sono i pilastri fondamentali: un nuovo pensiero e una nuova organizzazione.

Per il momento fanno parte del cantiere di sinistra Sel e molti gli ex Pd come D'Attorre, Fassina e Mineo (Civati per qualche mese andrà avanti con Possibile e poi convergerà in Sinistra Italiana). Ma c'è massima apertura anche verso Rifondazione Comunista, la Lista Tsipras e i Verdi. Nessun rapporto, invece, con l'Italia dei Valori che ha già stretto un accordo con Renzi. Ma i promotori di Sinistra Italiana tengono a precisare di voler dare vita a una sinistra di governo, ulivista, plurale e aperta ai cattolici. L'obiettivo non è quello di una formazione di sinistra nostalgica e nemmeno una somma di sigle esistenti, ma l'intento è quello di far nascere un soggetto nuovo con alcune caratteristiche politiche, culturali e programmatiche chiare.

"Sinistra Italiana sarà keynesiana e anti-liberista", spiega D'Attorre ad Affaritaliani.it. "Un partito che sta dalla parte della Costituzione, senza se e senza ma. Il nostro modello di società prevede la centralità del lavoro e dell'uguaglianza dei cittadini. Sarà un partito neo-berlingueriano che mette al primo posto l'onestà e la sobrietà nell'agire politico. Siamo anti-lideristi, ovviamente sceglieremo il candidato premier e il segretario, ma bisogna costruire la squadra partendo da una comunità voltando pagina rispetto alle ambizioni dei singoli che hanno caratterizzato in questi anni la politica. Il nostro sarà un progetto collettivo".

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