“Impossibile attendere l’interdizione. Non abbiamo usato il bilancino da farmacista per termini e scadenze: abbiamo garantito ben 20 giorni iniziali per la difesa, abbiamo dato i tempi richiesti al relatore per la proposta, con Grasso abbiamo stabilito la seduta pubblica non oltre l’esatta scadenza dei dieci giorni; io stesso ho convocato per oggi, non per una settimana fa la giunta”. Lo dice in una intervista alla Repubblica Dario Stefano, presidente della giunta per le elezioni al Senato che spiega come sia impossibile attendere l’interdizione sul caso Berlusconi.
“Francamente e’ una questione che non capisco. Primo perche’ incandidabilita’ e interdizionesono istituti diversi con effetti differenti. Secondo – ha aggiunto – perche’ la Cassazione ha reso applicabile solo l’incandidabilita’ sopravvenuta e non ancora l’interdizione, quindi la Giunta era obbligata a iniziare da li’. Infine, la decadenza da interdizione deve seguire le stesse procedure parlamentari, come dimostra il caso Previti, anche dopo la condanna definitiva alla pena dell’interdizione dai pubblici uffici (in quel caso addirittura perpetua) e’ sempre la Camera di appartenenza a dover pronunciare la decadenza”. Secondo Stefano, “La maggioranza della giuntaha gia’ deciso di proporre all’assemblea la mancata convalida (decadenza) del senatore Berlusconi applicando la legge. La mia relazione ricostruisce solo i fatti e richiama norme e giurisprudenza, anche straniera. Solo argomentazioni di merito”. Stefano ha detto che “lo scrutinio palese in aula sarebbe un segnale di grande civilta’ parlamentare in sintonia con i cittadini che ci chiedono trasparenza. Allo stesso modo, sarebbe un’inutile forzatura modificare il regolamento sulle modalita’ di voto per questa circostanza”.
