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Stop del Vaticano al portale LGBT. Battaglia: “Renzi intervenga”

Stop del Vaticano al portale LGBT. Battaglia: “Renzi intervenga”
battaglia ape
Alessandro Battaglia, presidente di Torino Pride e Silvano Bertalot Arci Gay Torino ad Affari “Servono diritti per tutti non solo per le minoranze e il matrimonio egualitario spazzerebbe via le polemiche omofobe”

Le Associazioni LGBT che portano avanti le richieste di diritti, uguaglianza e libertà di scelta hanno scritto da poche ore al presidente  del Consiglio Matteo Renzi una lettera chiedendo per quale ragione la strategia di attenzione da parte del Governo ed in particolare  il progetto di un portale sulle tematiche omossesuali e di genere che consenta di informare e raccogliere opinioni si sia arenato dal maggio scorso. Tutto fermo, lettera morta e 60.000 euro di denaro pubblico buttati.

Battaglia e Bertalot sono venuti in redazione ad Affaritaliani per descrivere l’attuale panorama e situazione in cui si muovono le numerose associazioni presenti sul territorio italiano.

Vengono da Torino, città particolarmente sensibile alle tematiche LGBT, la cui amministrazione è stata formalmente incaricata di occuaprsi dell’avvio del portale e del coordinamento delle azioni.

A livello politco – dichiarano – c’è indifferenza e disinteresse, anche se qualcosa si muove, ma l’Italia resta uno dei due Paesi europei a non avere ancora un alegislazione sul matrimonio egualitario, il cui riconoscimento rappresenterebbe una scelta di libertà e coerenza. O sono matti loro o siamo indietro noi.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A ALESSANDRO BATTAGLIA E SILVANO BERTALOT 

 

 

Molta più attenzione e sensibilità la troviamo a livello amministrativo, locale. I sindaci e i comuni sono più attenti forse per via della responsabilità territoriale.

Perchè una persona omosessuale non può liberamente scegliere la forma di unione, di convivenza che preferisce ? – chiede Battaglia – Non è obbligatorio unirsi in matrimonio ma non può e non deve essere proibito per legge, esattamente come accade per gli etrosessuali.

torino pride
 

Noi chiediamo diritti, rispetto ed eguaglianza, ma non per una cosiddetta minoranza, bensì per tutti.

Nel campo della scuola c’è ancora molto da fare, a livello culturale, per sensibilizzare e non emarginare come abbiamo discusso in un recentissimo convegno cui hanno partecipato esponenti istituzionali e politici.

Le sacche di omofobia e violenza sono ancora numerose – aggiungono – frutto di ignoranza e chiusura mentale. Ma non vediamo oggi un divario di approccio sociale tra il nord e il sud del Paese.

Il 2016 -concludono – potrà essere un anno impeortante per l’acquisizione di diritti di ugualglianza, sempre che – aggiungono – dal punto di vista legislativo si riescano finalmente a raggiungere obiettivi concreti.