“Ti giri attorno e vedi quelli di Forza Italia carichi a mille. O meglio: quelli del Pdl che aderiscono entusiasti al progetto rilanciato da Berlusconi. Perche’ il Pdl – come pronosticammo una vita fa a chi ci entro’ da destra – non ha avuto vita lunga. Una storia finita. Pochi lo lasceranno. Poi, ti volti e vedi facce stralunate, pensose, che si interrogano e interrogano chi gli sta vicino. Sono facce di uomini e donne di destra. Di qua c’e’ stata la diaspora, una decina tra partiti, associazioni, fondazioni e ora tutto sembra terribilmente grigio. Bisogna scegliere tra il sogno e l’incubo. E anche in fretta”. Lo afferma Francesco Storace, leader della Destra.
“Ce lo ha detto – continua Storace – per primo ieri, durante l’ufficio politico che ho convocato, Nello Musumeci. Non c’e’ tempo da perdere, a destra bisogna ritrovarsi, le divisioni non hanno senso. Ed e’ stato bello registrare unita’ di intenti: come andiamo ripetendo da mesi, dal nostro comitato centrale di luglio a Orvieto, che si concluse unanimemente, non bisogna lesinare alcuno sforzo per creare una nuova forza politica di destra. Non e’ sufficiente l’1,9 di Fratelli d’Italia, che ha eletto nove deputati e non ha rappresentanza nell’aula parlamentare piu’ calda, quella del Senato. Non basta ovviamente La Destra, ne’ Futuro e Liberta’, e nemmeno l’arcipelago delle varie anime singolarmente prese. Occorre coraggio e costringere chi ci blocca a restituire al popolo italiano l’unico simbolo che ora potrebbe federare tutti quelli che sono stati insieme per anni: Alleanza nazionale. Non c’e’ storia per altro. Le idee che stanno maturando in queste settimane non potranno sortire altro risultato. Almeno in forma federata, e’ un percorso che va tentato. Serve anche a Fratelli d’Italia, serve a tutti. A noi – osserva Storace – interessa esclusivamente che ci sia un partito solo a destra. Uno al posto di dieci. Ma interessa a tutti il partito di destra? Qui non ho certezze, visto che leggo dichiarazioni contrastanti con questo obiettivo e allora deve essere chiaro il prosieguo della discussione. Tutti noi che da anni militiamo a soffriamo ne La Destra, difficilmente potremmo essere disponibili a rinunciare a quel che abbiamo deciso di essere. E non puo’ venire a spiegarci la vita chi ha fatto scelte che ora e’ costretto a ripudiare”.
“Occorre – aggiunge Storace – umilta’ da parte di tutti e capire che per noi destra e’ anzitutto stile; e’ scelta di vita. Se invece prevale altro, una specie di minipolitichese per cui si puo’ parlare solo di minicentrodestra senno’ i minicentristi non si avvicinano, ciascuno sara’ libero di fare la destra nel luogo che piu’ gli aggrada. Ora e’ il momento della chiarezza. Non puo’ passare un numero indefinito di settimane. Chi vuole ricreare una forza politica che riparta dall’intuizione di An, trovera’ la nostra disponibilita’. Se non piace quel nome, dovra’ sopportare i cognomi. Altrimenti liberi tutti, verso luoghi piu’ rispettosi delle nostre storie. Nel Pdl gli ex An non si sono saputi far rispettare perche’ troppo impegnati a farsi la guerra l’uno con l’altro. Non varrebbe – conclude – la pena organizzare correnti persino in partiti del valore del due per cento”.
