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Stragi in piscina, Musumeci attacca: “Legge ferma da un anno per colpa degli interessi lobbistici”

Il ministro denuncia le pressioni per escludere gli impianti domestici dalle norme di sicurezza dopo la tragedia della piccola Alice

Stragi in piscina, Musumeci attacca: “Legge ferma da un anno per colpa degli interessi lobbistici”
Nello Musumeci

Morti in piscina, il governo spinge per norme più severe: “Basta incidenti causati dai bocchettoni”

“In quattro anni sono morti 73 bambini nelle piscine in Italia. La politica deve interrogarsi. Noi lo abbiamo fatto lo scorso anno. Se da un anno il disegno di legge rimane fermo non è per distrazione, lo voglio dire, e mi dispiace doverlo dire da parlamentare, ma è perché molte volte gli interessi lobbistici e gli interessi di categoria frenano i preminenti interessi collettivi e il diritto alla sicurezza e il diritto alla vita, soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto. Lo dico perché mi risulta che in commissione le spinte di alcune associazioni, i comuni di regioni e quindi di lobby economiche portavano ad escludere una parte delle piscine dalla osservanza delle norme restrittive.

Non è possibile. Nelle piscine domestiche si muore molto più di quanto accada nelle piscine pubbliche”. Così Nello Musumeci a Catania. “Il 37% degli incidenti mortali avviene nell’ambiente domestico. Ecco perché ho voluto che la mia proposta di legge sottoscritta anche dal collega della sanità, Orazio Schillaci comprendesse in tutte le piscine di qualunque dimensione tranne quelle sportive che obbediscono già a una loro regola di sicurezza.

Alice aveva 11 anni, la quinta in questo inizio di estate la quinta in Italia risucchiata dal boccatone. Abbiamo posto una serie di limiti, non solo nella struttura, quindi nel modo di costruire una piscina nei bocchettoni che risucchiando bloccano soprattutto se la bambina ha i capelli lunghi blocco come è successo con Alice”.

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