Forza Nuova contro Kyenge. Il movimento neofascista ha affisso a Macerata uno striscione davanti alla sede del Pd con insulti razzisti rivolti al ministro dell’Integrazione Kyenge. “Assolutamente non sono preoccupata, ogni cittadino è libero di esprimersi. La mia risposta non è fondamentale ma fondamentale è quello che dicono i cittadini. Non sono gli autori dello striscione che mi fermeranno” ha risposto il ministro, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse preoccupata.
Un “atto spregevole e meschino” per il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: “Forza Nuova va oggi ben oltre ogni forma di razzismo e di inciviltà. Lo striscione volgare di insulti al ministro Kyenge affisso davanti alla sede del Pd di Macerata e il comunicato che lo accompagna rievocano il lato peggiore del fango dell’ideologia totalitaria”.
Solidarietà anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. “‘Hic manebimus optime, qui staremo benissimo. Risponda così il ministro Cécile Kyenge a chi, ignaro della nostra storia e della nostra cultura, la invita a ‘Tornare in Congo’”. “La legittima diversità di opinione su alcuni temi è il sale della democrazia – ha aggiunto – l’insulto rozzo e violento ne è la più radicale negazione.
“Le nuove offese razziste contro Kyenge, comparse oggi su uno striscione affisso da militanti di Forza Nuova a Macerata, sono intollerabili e calpestano i principi della nostra Costituzione” ha poi affermato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. Ferrero ha esortato il Parlamento a intervenire “contro questa formazione chiaramente xenofoba: Forza nuova va messa fuori legge, in base alla legge Mancino. La nostra piena solidarietà al ministro dell’Integrazione”.
“Non ho mai detto che l’Italia deve applicare uno ius soli puro. Intendevo soltanto suscitare una discussione e non imporre un modello” ha sottolineato dal canto suo la ministra Kyenge. “Ho parlato di ius soli senza specificare – ha aggiunto – dibatteremo insieme per decidere quale modello applicare”.
