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Tajani denuncia minacce sul dark web: “Coinvolgono anche la mia famiglia”

Il ministro degli Esteri denuncia la diffusione di dati personali e offerte di denaro per informazioni sui suoi familiari

Tajani denuncia minacce sul dark web: “Coinvolgono anche la mia famiglia”

Antonio Tajani denuncia la diffusione dei suoi dati personali sul dark web e intimidazioni che coinvolgerebbero anche la famiglia. Il vicepremier e ministro degli Esteri collega gli attacchi al sostegno italiano all’Ucraina e alle iniziative della Farnesina per rafforzare la sicurezza informatica.

Tajani denuncia la diffusione dei suoi dati e le richieste di informazioni sui familiari

Dati personali sul dark web e offerte di denaro per ottenere informazioni anche sulla sua famiglia. È quanto denuncia Antonio Tajani in un post pubblicato su X. Il vicepremier e ministro degli Esteri sostiene di essere bersaglio da giorni di criminali informatici, che starebbero cercando ulteriori dettagli su di lui e sui suoi cari.

“Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”.

La vicenda coinvolgerebbe anche altre figure istituzionali. Secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore, un elenco attribuito agli hacker filorussi NoName comprende 18 persone indicate come obiettivi, con dati personali già pubblicati e offerte di denaro per ottenere altre informazioni. Tra i nomi segnalati figurano anche Francesco Lo Voi e Ivano Gabrielli, dirigente della Polizia Postale.

Tajani non intende modificare la propria attività istituzionale in seguito alle intimidazioni: “La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”.

Tajani indica il sostegno all’Ucraina come movente delle minacce

Il ministro degli Esteri collega le minacce alla posizione italiana sulla guerra in Ucraina. Nella sua denuncia sostiene che le iniziative del governo a sostegno di Kiev lo abbiano reso un bersaglio: “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino: difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”. L’origine delle intimidazioni resta da accertare. Le dichiarazioni del ministro indicano un possibile movente politico, ma non costituiscono da sole una prova dell’identità dei responsabili.

Tajani richiama anche il rafforzamento della sicurezza digitale del ministero degli Esteri, avviato con la riorganizzazione della Farnesina: “Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1° gennaio una ‘direzione cyber’ per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”.

Il ministero dispone di una sala operativa per la sicurezza informatica, attiva 24 ore su 24 per monitorare e contrastare gli attacchi ai propri sistemi. A ottobre la Farnesina aveva inoltre comunicato di aver contenuto un tentativo di attacco al proprio sito senza provocare disservizi. Sulla collaborazione con gli alleati e sulla protezione dei sistemi informatici italiani, il ministro ribadisce infine la volontà di proseguire le iniziative già avviate: “Noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese”.

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