Da qualche tempo gira con una certa insistenza il nome di Antonio Tajani come candidato a Premier per il centro – destra.
Naturalmente l’interessato si schernisce e indica in Berlusconi l’unico candidato, ma l’ipotesi va considerata con una certa attenzione e non sembra la solita boutade estiva, soprattutto ora che si sta avvicinando la ripresa della stagione politica.
Nell’ambiente di Forza Italia l’ipotesi non si commenta e chi lo fa -come Mara Carfagna– cerca di non avvalorala più di tanto visto il conflitto di interessi per una sua possibile candidatura (anche il suo nome era circolato con una certa insistenza).
Berlusconi però, ogni volta che può, parla molto bene di Tajani elogiandolo come il “mediatore necessario” e questa affermazione fa piazza pulita dei nomi come Marchionne e Draghi finora circolati, più che altro come esca estiva.
Tajani, in effetti, è una figura di consistenza essendo il Presidente del Parlamento Europeo e questo, come vedremo, è sia un must che un limite.
Tajani è di scuola democristiana e quindi appunto uso all’arte di mediare e può rappresentare una figura intorno a cui si sopiscono le tensioni strutturali di un centro – destra spesso litigioso.
Tuttavia -come noto- il nodo strutturale è il rapporto tra la Lega Nord/Fratelli d’Italia – e Forza Italia e cioè il comporre l’estremismo lepenista del Matteo milanese con la componente liberal e “democristiana” del partito dell’ex cavaliere. Un compito molto difficile anche se la necessità fa miracoli.
C’è però da considerare che Salvini è “uomo di mondo” e sa benissimo che la sconfitta della le Pen in Francia ha segnato la fine del progetto rivoluzionario anti – Ue e ne ha preso debitamente e sommessamente atto.
Salvini ha detto chiaramente (e lo ha ribadito domenica a Cernobbio) che la Lega prosegue per la sua strada “dura e pura”, ma qualche forma di accordo dovrà trovarla se il centro – destra si vuole presentare unito alle prossime politiche. Le ultime amministrative hanno penalizzato i Cinque Stelle e il centro – sinistra a trazione renziana e per Berlusconi e company si tratta di una occasione più unica che rara per tentare il colpaccio e Tajani è una buona carta da giocare.


