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Tajani: “L’Europa non è solo la Merkel, più unità per rilanciare l’economia”

Al convegno dei giovani industriali, il Presidente del Parlamento Europeo ha parlato di “DNA Europeo”, contro i sovranisti

Tajani: “L’Europa non è solo la Merkel, più unità per rilanciare l’economia”

Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, è intervenuto al convegno dei giovani industriali partito oggi a Rapallo per parlare dei principali problemi dell’UE oggi: immigrazione clandestina, terrorismo, disoccupazione giovanile.

 

“Serve un’Europa più politica, che riesca a fare le cose anche senza Trump”, ha detto Tajani.

“Abbiamo una storia e un tessuto imprenditoriale importante, ma forse non siamo abbastanza determinati. Tutti parlano della Merkel, ma è ovvio che lei faccia prima di tutto gi linteressi della Germania. Se le lasciamo campo libero… Dobbiamo svegliarci e prendere il nostro spazio. Non ci è vietato farlo. Gianni Pittella ed io abbiamo dimostrato che se gli italiani si impegnano possono raggiungere risultati importanti e questo non solo nell’interesse italiano: un’Europa senza l’Italia protagonista è più debole”.

 

“Non ho nulla in contrario ai rapporti tra Merkel e Macron, ma nel momento in cui il Regno Unito sta per lasciare l’Europa, sia l’Italia e che la Spagna debbono assumere un ruolo più importante, per bilanciare gli equilibri. Dobbiamo essere tra i quattro che tireranno la volata per tutta l’Unione. La situazione politica interna italiana richiede un Governo stabile, capace di mettere l’Italia nelle condizioni di essere protagonista, facendo le riforme che ci servono come quella della Giustizia, perché è una vergogna quello che accade in campo civile nel nostro Paese, dove ci vogliono anni per avere giustizia, bisogna rivedere la pressione fiscale, anche per abbassare il costo del lavoro soprattutto per i giovani in fase di formazione, creando così un effetto tale da dare un segnale forte a tutta l’economia”.

“Il bilancio dell’UE non può essere una mera distribuzione dei soldi che arrivano dai vari Stati. Serve un bilancio vero e proprio, controllato dal Parlamento, che corrisponda alle priorità politiche che ci vorremo dare per il futuro. L’innovazione digitale di cui stiamo parlando qui oggi è di sicuro una di queste. Ho incontrato anche sindaci di città distrutte dal terremoto, che mi hanno chiesto la banda larga per evitare che i loro cittadini siano isolati e che magari decidano di andarsene. Non mi hanno chiesto la carità, ma scelte che rendano queste zone ancora competitive! Bisogna far ripartire le imprese”.

 

La figura del Ministro dell’Economia europea? Bisogna cambiare l’Europa, anche un passo per volta, per arrivare agli Stati Uniti d’Europa. Sono figlio di militari, amo la mia Patria, ma proprio per questo sono anche un patriota europeo, perché la nostra civiltà è nata qua”.

 

“Siamo 27 realtà nazionali, ognuna con una storia molto importante, ma non possiamo pensare di competere con USA, India e Cina, se non lavoriamo insieme”.

 

“Essere europeisti vuol dire riconoscersi in un sistema di valori, non certo essere a favore della Banca Centrale Europea. Per questo, non ho dubbi sul fatto che tutta Forza Italia la pensi come me. Ai sovranisti dico che l’identità europea non può mancare nell’identità di nessuna forza politica italiana. Vale per tutti, da De Gasperi ad Almirante. Guardate anche la Le Pen e Farage, che non hanno ottenuto i risultati sperati. Le loro strategie alla fine hanno spaventato i cittadini”.

L’Europa è nel DNA di tutti noi, al di là delle legittime critiche che si possono fare all’Europa come è oggi. Ad esempio, l’Europa non si deve occupare di tutto, ma di quello che non può essere gestito dallo Stato, dal Comune, dalla Circoscrizione”.

“L’Europa è una garanzia, molto più del sovranismo”.

“C’è una vergogna che deve finire nel nostro Paese: la presa in giro da parte delle P.A. che non pagano le imprese che lavorano per loro. C’è una normativa europea, ma l’Italia non la rispetta. Infatti c’è una procedura aperta su questo. Se si rimettessero questi soldi sul mercato, verrebbero assunti molti giovani e molti di questi soldi tornerebbero nelle casse dello Stato!”.