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“Tengo poltrona, famigliona e amici”. Il motto del governo Alnapoletta

“Tengo poltrona, famigliona e amici”. Dopo il caso De Girolamo, che segue quello Cancellieri-Ligresti, questo potrebbe essere il motto del governo Alnapoletta. “Nulla quaestio” del severo Presidente della Repubblica, davanti al quale donna Nunzia ha giurato fedeltà alla Costituzione e non agli interessi dei parenti? Nella vicenda della titolare del dicastero dell’Agricoltura, i magistrati hanno escluso che abbiano risvolti penali le registrazioni, fatte dall’ex direttore amministrativo dell’Asl di Benevento. Ma presentano evidenti profili politici e morali. Tacendo, i vertici del governo e della Repubblica, indirettamente, accettano come normale la convocazione, da parte di una deputata, a casa sua, di una riunione dei dirigenti di un’azienda pubblica, “un direttorio politico-partitico, costituito al di fuori di ogni norma di legge”, come l’hanno definito i magistrati sanniti. Il silenzio del PD sulla vicenda De Girolamo è dovuto al fatto che la ministra alfaniana sia la moglie di un deputato pugliese, Boccia, vicino al premier? Caro Renzi, non basta rottamare i vecchi politici se poi, soprattutto al Sud, non si manifesta una svolta profonda rispetto ai metodi di governo, che restano gli stessi, se non peggiori, di quelli della Prima Repubblica. E se non cambiano i metodi di selezione dei dirigenti delle aziende pubbliche, che non devono lavorare per ampliare i consensi elettorali dei loro “politici di riferimento”, i quali li hanno nominati. Ma nell’interesse della pubblica amministrazione e della collettività. Concetti chiari : peccato che sinora nessuno, a Roma, li abbia esternati. Neppure con un tweet, come quello, imbarazzato e tardivo, con cui Letta ha chiuso un’altra sconcertante vicenda, quella Carrozza-Saccomanni sui magri stipendi dei docenti.

Di Pietro Mancini