Schifani convoca la Giunta: domani potrebbe annunciare le dimissioni
Ore decisive per il futuro politico di Renato Schifani. Il presidente della Regione siciliana ha convocato per domani, giovedì 8 ottobre, la Giunta regionale a Palazzo d’Orléans. All’ordine del giorno figurano i “provvedimenti più urgenti” e, secondo quanto risulta all’ANSA, durante la riunione Schifani potrebbe comunicare le proprie dimissioni. La convocazione arriva al termine di una giornata caratterizzata dalle tensioni all’interno di Forza Italia e dalle pressioni per un cambio di passo nella politica siciliana. Il governatore, dopo le dichiarazioni del commissario regionale del partito Nino Minardo – ha fatto sapere di essere al lavoro sulle decisioni da assumere.
“Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”, ha dichiarato Schifani. Secondo quanto riportato da PalermoToday, il presidente avrebbe già comunicato agli assessori l’intenzione di lasciare l’incarico. La riunione della Giunta di domani potrebbe quindi rappresentare il momento decisivo per chiarire la posizione del governatore.
La pressione di Minardo
Al centro della vicenda ci sono le parole di Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, che nelle ultime ore ha ribadito la necessità di una svolta politica in Sicilia. Intervistato da Italpress sulla necessità di un cambiamento, ha chiarito: “Non è una mia opinione, ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto. Siamo chiamati tutti a dare una risposta, a volte anche con un surplus di generosità. Per noi il buon governo di Renato Schifani non può essere offuscato da vicende giudiziarie che ruotano intorno a Palazzo d’Orléans. Proprio per questo è necessario un atto di responsabilità, al quale deve seguire quel cambiamento netto e quella proposta politica completamente nuova di cui ho parlato”, ha detto Minardo.
Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo il nuovo caso giudiziario che ha coinvolto Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione e consigliere giuridico di Schifani, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto con l’accusa di corruzione. Armao si è dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del presidente. La vicenda ha riacceso il confronto interno a Forza Italia, dove il nodo politico riguarda anche la ricandidatura di Schifani alle elezioni regionali del 2027. A Roma sarebbero aumentati i dubbi sulla possibilità di un secondo mandato, mentre il governatore avrebbe finora dato per scontata la propria ricandidatura.
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Le reazioni
Dal centrosinistra arrivano intanto reazioni critiche alle mosse del governatore. “Le dimissioni non si annunciano, si danno. Ho l’impressione che il governatore Schifani stia cercando ancora una volta di prendere tempo e di fare paura ai deputati della sua maggioranza”, ha detto il deputato del Pd all’Ars Nello Dipasquale, commentando le parole del presidente della Regione Siciliana. “Sono certo che ancora una volta Schifani resterà ben saldo sulla sua poltrona – aggiunge Dipasquale -. La mossa di paventare le dimissioni serve soltanto a gettare nel panico il centrodestra, e in particolare il suo stesso partito, Forza Italia, che di fatto lo ha sfiduciato attraverso le parole del suo commissario”.
Anche il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, ha chiesto a Schifani di valutare la propria posizione. “Schifani deve dimettersi? Certamente ha una responsabilità politica e deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase che, tra l’altro, ci avvicina ormai al voto. Le sue responsabilità devono essere giudicate dal popolo e dai cittadini che hanno affidato a lui il compito di governare questa Sicilia. Il rischio è che il governo di questi anni ci riporti drammaticamente al passato peggiore che questa terra abbia mai vissuto. La vicenda che è esplosa è assai grave, soprattutto perché reiterata da diversi episodi di corruzione da parte dei vertici più importanti di questa regione”, ha detto Cracolici.
Sul caso Armao, il presidente dell’Antimafia regionale ha aggiunto: “Cosa ne penso del caso Armao? Tutto il male possibile – ha proseguito – Purtroppo le istituzioni, e la macchina pubblica in generale, stanno dando il peggiore volto di sé, aldilà degli aspetti connessi a episodi di reato, che sono da dimostrare con tutte le garanzie del caso. E’ evidente però che, in questi anni, si è abbassata la soglia di percezione e di ruolo pubblico da parte di tutte le istituzioni, perché sono troppi gli episodi che si sono ripetuti in questi ultimi anni e c’è una grave responsabilità politica, innanzitutto, da parte di chi dirige le istituzioni. Io penso che la Regione, rispetto a tutto questo, stia pagando un prezzo altissimo a causa di un abbassamento della tensione morale, che è fondamentale anche per supportare il buon governo”.
La Giunta e lo scenario del voto anticipato
Intanto, Forza Italia lavora per ricomporre la frattura con il governatore. I vertici del partito sono preoccupati dalle conseguenze che avrebbe un’eventuale chiusura anticipata della legislatura. In caso di dimissioni, la prima finestra utile per il voto sarebbe il 13 dicembre e fino ad allora il governo regionale resterebbe limitato all’ordinaria amministrazione. La commissione regionale Antimafia, intanto, ha annunciato un’indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale. Il primo a essere ascoltato sarà proprio Schifani.


