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Elezioni 2027, Forza Italia dà il via libera alla campagna elettorale ma con qualche gaffe e assenza (di peso)

Siamo già nel vivo della campagna elettorale. Ai raggi X la cena di finanziamento organizzata da Forza Italia lunedì sera alla Camera di Commercio di Milano

Elezioni 2027, Forza Italia dà il via libera alla campagna elettorale ma con qualche gaffe e  assenza (di peso)

Che si voti ad aprile, maggio o ottobre poco importa: la campagna elettorale è già cominciata. Bastava vedere la cena di finanziamento organizzata da Forza Italia lunedì sera alla Camera di Commercio di Milano. Scenografia classica ma uso dei video e delle luci non all’altezza di Silvio Berlusconi: una Forza Italia in tono dimesso. E tanti tavoli dai nomi evocativi: sostenibilità, produttività, e via di seguito. Oltre 30 tavoli (da 10.000 euro l’uno, dicono) apparecchiati con imprenditori, politici, consulenti e lobbisti uniti nello scofanarsi gli antipasti a braccio e a buttarsi sui plin al ragù, piatti intervallati dagli interventi dei politici presenti, ma anche assenti, come la guest star Antonio Tajani. Il presidente di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio a causa di un calo di pressione accusato il giorno prima si è collegato via telefono da casa, dove stava monitorando lo stato di salute con l’holter pressorio.

Ma a giudicare dal tono concitato e arrembante del suo intervento, durato oltre 20 minuti, la pressione è sembrata ancora alta, al punto che il giornalista Giuseppe Brindisi, che avrebbe dovuto condurre la serata, non è riuscito a dire una parola. La cena, organizzata formalmente dai deputati Luca Squeri e Maurizio Casasco, è stata un successo per le casse di Forza Italia, ma forse meno da un punto di vista politico.

Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa e candidato sindaco di Milano per Forza Italia, ha fatto un intervento, tra i ravioli e il vitello, accorato e con le idee chiare, i punti del programma elettorale già ben scanditi ed evidenti e la risposta della sala è stata calda. Forse è stato il momento più alto, l’unico in cui i commensali non tentassero di vedere sul telefonino l’esito della partita di calcio Italia – Turchia. Perché l’intervento del Ministro Pichetto Fratin, giustamente celebrato per aver dato il boost al Nucleare, è stato difficile da capire per il tono di voce del ministro stesso. E perché forse gli assenti hanno fatto più rumore dei presenti.

Mancava il Capogruppo al Senato Stefania Craxi, mancava Cristina Rossello, coordinatrice milanese di FI e vicinissima a Marina Berlusconi, mancava Deborah Bergamini, vicina alla Famiglia e mancava Fabrizio Sala, spesso critico nei confronti di Tajani. Così come sono risuonate le assenze nei ringraziamenti dal palco (erano in realtà presenti alla cena) di Valentino Valentini, storico assistente di Berlusconi e attuale viceministro del Ministero per il Made in Italy e di Alberto Barachini, sottosegretario all’Editoria, mentre troneggiava al centro della sala la figura di Paolo Barelli deputato di strettissima osservanza Tajanea. Gaffe o volontà politica? Quel che è certo è stata la totale assenza di donne sul palco: hanno sfilato solamente gli uomini, e anche la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, è stata salutata ma non è intervenuta. Ma soprattutto, la scarsezza di donne presenti nella sala: questo con Berlusconi non sarebbe mai accaduto.