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Da Armani ai Berlusconi: chi è Matteo Perego di Cremnago, il nome nuovo in pole per il centrodestra milanese

Sottosegretario alla Difesa, ex manager di Giorgio Armani e storico amico di Luigi Berlusconi, il forzista milanese entra sempre più apertamente nella partita per Palazzo Marino

Da Armani ai Berlusconi: chi è Matteo Perego di Cremnago, il nome nuovo in pole per il centrodestra milanese

Il suo nome circolava da tempo nel mazzo del centrodestra, ma nelle ultime ore Matteo Perego di Cremnago sembra avere guadagnato terreno nella corsa per Palazzo Marino. Forza Italia Milano lo ha definito apertamente “un buon profilo come sindaco di Milano”, aggiungendo di essere pronta a “correre per lui e con lui”. Daniela Santanchè, dal fronte di Fratelli d’Italia, ha invece lasciato intendere che la coalizione si starebbe orientando verso una candidatura politica, scelta all’interno di un “poker di nomi”.

Non è ancora un’investitura ufficiale. E soprattutto resta da capire quale sarà la sintesi con la Lega e con gli altri alleati. Ma il dato politico è evidente: Perego, sottosegretario alla Difesa nel governo Meloni, non viene più evocato soltanto come profilo possibile. Nelle ultime uscite pubbliche ha iniziato a parlare di Milano con il linguaggio e gli argomenti di chi si prepara a una campagna elettorale.

Dalle piazze tattiche alle periferie: le parole da candidato in pectore

L’ultima offensiva è arrivata in un’intervista al Tg4. Perego ha attaccato l’amministrazione comunale sui progetti urbani, sul verde e sulla distanza tra centro e periferie. “L’amministrazione comunale di Milano rivendica nuovi progetti e nuove piazze, che però troppo spesso sono colate di cemento, senza verde, senza cura e senza visione“, ha sostenuto. Il messaggio va oltre la polemica sulle piazze tattiche: Perego prova a costruire un racconto alternativo della città, insistendo su ordine, sicurezza, manutenzione e qualità dello spazio pubblico. Il sottosegretario ha criticato anche la gestione del verde, citando gli alberi piantati e poi lasciati morire per mancanza di manutenzione. E ha indicato come priorità il riequilibrio tra “il centro” interessato negli anni da numerosi interventi urbanistici e “troppe periferie” rimaste indietro. “Milano merita molto più di quanto sia stato fatto, e soprattutto non fatto, in questi anni di governo della sinistra”, ha concluso. È su questo terreno che il profilo istituzionale di Perego sta assumendo un tratto più marcatamente cittadino. Un passaggio non banale per un esponente che negli ultimi anni ha costruito la propria visibilità soprattutto sui dossier della Difesa e della politica internazionale.

Chi è Matteo Perego di Cremnago: i ruoli in Armani e lo storico cappellificio di famiglia

Nato a Milano il 18 agosto 1982, Perego si è laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano e ha poi conseguito due executive master in Marketing e Corporate Finance alla SDA Bocconi. Prima dell’ingresso in politica ha avuto una lunga esperienza manageriale nel gruppo Giorgio Armani, dove ha ricoperto incarichi in Italia e all’estero: dal trade marketing e CRM all’e-commerce, fino ai ruoli di general manager di Giorgio Armani India e COO di Giorgio Armani Brazil. Successivamente è entrato nell’attività imprenditoriale legata allo storico cappellificio Cambiaghi, fondato dal trisavolo Giuseppe nel 1880.

Il passaggio da Armani non è soltanto una riga del curriculum. Perego ha più volte richiamato quella esperienza come parte della propria formazione professionale. Di Giorgio Armani ha sottolineato la dedizione totale all’azienda, “con il trasporto del fondatore e l’umiltà di un impiegato”. Un modello manageriale che, nella narrazione che oggi accompagna il suo possibile ingresso nella corsa milanese, contribuisce a rafforzare l’immagine di un candidato con esperienza nel mondo dell’impresa.

Il rapporto con Luigi Berlusconi

C’è poi un legame personale che lo colloca naturalmente dentro la storia di Forza Italia. Perego è da anni molto vicino a Luigi Berlusconi, figlio più giovane di Silvio Berlusconi, che è stato anche suo testimone di nozze. Perego lo ha definito un “amico da sempre”. Un rapporto personale che si intreccia con l’appartenenza politica al partito fondato da Berlusconi e con una certa idea di Milano come città dell’impresa, del lavoro e dell’ambizione. In una recente riflessione Perego ha accostato proprio Silvio Berlusconi e Giorgio Armani, descrivendoli come figure “accomunate dal genio, dallo svegliarsi presto e dall’idea di non accontentarsi perché il successo non è mai acquisito”. Due riferimenti simbolici che raccontano bene anche l’immagine di milanesità che il sottosegretario sembra voler rivendicare.

Da deputato a sottosegretario alla Difesa

La carriera politica nazionale inizia con l’elezione alla Camera nel 2018 nelle liste di Forza Italia. Durante la XVIII legislatura è stato componente delle commissioni Esteri e Difesa e, dal 2021 al 2022, vicecapogruppo del gruppo di Forza Italia alla Camera. Tra le iniziative parlamentari di cui è stato primo firmatario figura la proposta sulla cosiddetta “mini-naja”, un progetto sperimentale di formazione in ambito militare rivolto ai giovani tra i 18 e i 22 anni. Si è occupato inoltre dell’istituzione della figura del soccorritore militare, del riconoscimento dello status di veterano e delle indennità per le forze speciali. Nel 2022 è stato nominato responsabile nazionale del dipartimento Difesa di Forza Italia. Non rieletto alle politiche dello stesso anno, con la nascita del governo Meloni è entrato nell’esecutivo come sottosegretario alla Difesa, incarico che ricopre dal novembre 2022 al fianco del ministro Guido Crosetto. Tra le deleghe che gli sono state attribuite figurano, tra le altre, i rapporti con i sindacati, l’export nel settore della Difesa, il programma Eurofighter, la giustizia penale militare, la legislazione cyber e la Marina Militare.

Milano 2027, il profilo che piace a Forza Italia

Oggi Forza Italia sembra vedere in Perego un profilo in grado di tenere insieme identità politica e capacità di parlare al mondo moderato, produttivo e professionale della città. Fratelli d’Italia, con Santanchè, ha intanto certificato almeno un cambio di clima: dopo settimane di ipotesi civiche, l’orientamento della coalizione potrebbe tornare su un politico di esperienza. Il quotidiano Libero è andato anche oltre, sostenendo che Forza Italia e Fratelli d’Italia avrebbero già trovato una convergenza sul suo nome. Una ricostruzione che, allo stato, non equivale però a una candidatura ufficiale e che deve ancora fare i conti con la posizione della Lega e con il confronto complessivo nella coalizione.

Perego, nel frattempo, si comporta sempre meno da semplice osservatore. Critica le piazze tattiche, invoca più verde e manutenzione, punta sulle periferie e insiste sulla sicurezza. Temi che hanno poco a che vedere con il suo ruolo alla Difesa. E molto con il programma di chi potrebbe voler guidare Milano.