“Il mio obiettivo è mandare a casa Renzi e Fassino. Domenica puntiamo ad arrivare dappertutto al ballottaggio, se così non sarà da lunedì ne parliamo, comunque vada mai con il Pd. Il mio nemico non è Forza Italia, ma il Pd, assolutamente non voterò il Pd e i complici di Fassino”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, durante un comizio a Torino. Traduzione: al ballottaggio è ovvio che Morano (candidato del Carroccio e di Fratelli d’Italia) non ci andrà e quindi il leader leghista – seppur senza apparentamento ufficiale – farà una dichiarazione lunedì prossimo a favore di Chiara Appendino, candidata del Movimento 5 Stelle che quasi certamente affronterà al secondo turno il sindaco uscente Piero Fassino.
Torino diventa quindi un laboratorio politico di un possibile dialogo – parlare di alleanza sarebbe per ora inappropriato – tra i grillini e il Carroccio. Una sorta di seconda via per Salvini qualora il tentativo di ricomposizione con Silvio Berlusconi e Forza Italia, in vista delle Politiche, fallisse. Il leader leghista utilizza quindi Torino, dove gli azzurri vanno da soli con Osvaldo Napoli, come “ipotesi di lavoro” – così la definiscono in Via Bellerio – per futuri, possibili scenari politici nazionali. Certo non è facile mettere insieme l’elettorato 5 Stelle e quello della destra Salvini-Meloni, ma, numeri alla mano, un’alleanza M5S-Lega-Fratelli d’Italia potrebbe perfino portare alla vittoria al primo turno (superando il 40%) in caso di elezioni con l’Italicum. Se son rose fioriranno…e per ora siamo solo ai semi. Un seme gettato all’ombra della Mole che potrebbe portare ad una rivoluzione del quadro politico italiano.

