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Politica
Torna in TV Paolo Ferrero, comunista gentiluomo

Paolo Ferrero è il segretario del Partito della Rifondazione Comunista; pochi lo sanno perché non ha una grande predisposizione al presidenzialismo però da circa 9 anni conduce il partito che ancora esiste e fu fondato da Fausto Bertinotti, fino allora sindacalista, dando luogo alla prima inevitabile separazione da quello che era diventato dopo la Bolognina, il Partito Democratico della Sinistra.

Rifondazione, dicevo, esiste ancora seppure non c’è più Bertinotti e discettarne dei destini nei salotti televisivi di Bruno Vespa ma lui Ferrero c’è ancora.

In questi giorni si rivede in TV grazie alla contrapposizione della Appendino piemontese come lui a la Raggi a Roma.

Diciamo che la sua riapparizione è un effetto collaterale del disastro Raggi.

Ma una volta tanto si tratta di una riapparizione positiva.

Comunista anomalo perché tranquillo. Comunista anomalo perché religioso e specificatamente membro della Chiesa Valdese e quindi proveniente da tematiche di fondo pietiste che in un certo senso possono rientrare nell’armamentario ideologico di Carlo Marx e questo deve aver pensato quando da giovane si iscrisse a Democrazia Proletaria.

È stato anche Ministro della solidarietà sociale (e poteva essere forse altrimenti?) del governo Prodi II dal 2006 al 2008 e dalla fine dell’esperienza governativa è tuttora -come detto- segretario.

Molti, quasi tutti, dei suoi colleghi di partito hanno fatto vela verso più promettenti e sereni lidi mentre lui è rimasto, da valdese, fedele all’ideale, non mollando il timone anche se nuove forze, sono sorte a rappresentare la sinistra che fu e cioè il Partito Comunista Italiano.

Con lui era Gennaro Migliore, ex panterino nerino napoletano duro e puro ora molle e impuro che ora si ritrova a fare il sottosegretario alla Giustizia in un governo considerato dai veri comunisti (ancora ce ne sono) “reazionario”.

Migliore è l’esempio di chi fa politica spostandosi dove più gli conviene ma volendo la botte piena e la moglie ubriaca continua a cianciare dei vecchi ideali, in questo caso comunisti, che ha ormai indelebilmente tradito per la cadrega governativa.

Per questo anche se non si d’accordo con le sue idee, Ferrero è una persona coerente e da rispettare.

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