A- A+
Politica
Diaz, ora Renzi cacci De Gennaro. Di Pietro Mancini

Dopo la condanna dell'Italia per "tortura", il premier, Matteo Renzi, e il ministro dell'Interno, don Angelino Alfano, dovrebbero, subito, comunicare al Presidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, che il governo ha deciso di porre fine alla sua lunghissima carriera di "grand commis" dello Stato. Che è macchiata dalla pagina nera del "G8" a Genova, 14 anni fa, quando era ministro dell'Interno l'eterno inconsapevole di tutto, e inadeguato, il forzista Claudio Scajola, detto "Sciaboletta", con le brutali percosse alla scuola genovese "A.Diaz", nel 2001.

Quale migliore occasione, per un giovane Capo del governo progressista, per prendere le distanze, con nettezza e chiarezza, le distanze, da un caso emblematico di tradimento dello Stato, della Costituzione e delle leggi, cacciando, subito, e non promuovendo, quanti, in quelle vergognose giornate di Genova, occupava posti di comando e responsabilità ? Il silenzio del governo sull'allora Capo della Polizia, ancora inamovibile dalla Presidenza di Finmeccanica-il gruppo italiano pubblico più esposto ai giudizi internazionali, insieme all'ENI-ha trasmesso, sinora, questo messaggio, non positivo, alle forze dell'ordine : quando gli agenti e i carabinieri commettono reati gravi, vengono stangati gli uomini e le donne di medio e basso livello. I capi sono, e restano, intoccabili, anche chi comandava i sottoposti, i quali hanno abusato dei loro poteri, trasformandosi in torturatori di cittadini italiani e stranieri.

Quale altro governo di uno Stato democratico, quale grande azienda lascerebbe al suo vertice un dirigente, che ha scritto una pagina così vergognosa, da procurare al nostro Paese la più infamante delle censure ? Lo scrittore Roberto Saviano, che ha invocato le dimissioni spontanee di De Gennaro, si illude. Ignora che l'ex Capo della DIA, figlio della stagione del giustizialismo, gestì la fase oscura degli assassini "pentiti", utilizzati in delicati processi, quelli ad Andreotti, Mannino, Mancini e Contrada, ed è a conoscenza di segreti molto delicati. E poi don Gianni era un attento lettore di Indro Montanelli, che ammoniva : "Le dimissioni ? State attenti a minacciarle : talvolta, potrebbero essere accolte !".

Un altro aspetto ha influito non poco nel giudizio, con cui la Corte europea dei Diritti umani ha condannato l'Italia per le torture, affibbiate ai manifestanti all'interno della scuola "A.Diaz" del capoluogo ligure. Quello dello dell'impunità totale per i funzionari, seppure condannati dai tribunali : Calderozzi a Finmeccanica con De Gennaro, Gava a Unicredit, Ferri alla sicurezza del Milan. Addirittura potrebbero tornare a indossare la divisa due funzionari, in servizio a Genova. Uno di loro è quel Pietro Troiani, che diede ordine al suo autista di trasferire dal blindato al cortile della scuola "A.Diaz" il sacchetto con le molotov, poi addebitate ai manifestanti. L'aver beneficato dell'affidamento ai servizi sociali, per i pochi mesi, non coperti dall'indulto, gli consentirà, infatti, la cancellazione della sospensione.

Pietro Mancini

Tags:
torturade gennarog8finmeccanica
in evidenza
Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

verso un mondo più sostenibile

Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

i più visti
in vetrina
Europei: le "Wags" degli Azzurri: qual è la più bella?

Europei: le "Wags" degli Azzurri: qual è la più bella?


casa, immobiliare
motori
Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”

Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.