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Politica
Trentino, pioggia di soldi sui consiglieri regionali. E' scandalo
Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera di “Per l’Italia” ha dichiarato 78mila euro

Nel 2012 la riforma del trattamento economico aboliva il vitalizio per i nuovi consiglieri. Ma qui sorge il problema. Il vitalizio infatti è una sorta di pensione, per la quale (quando esisteva) i politici versavano tutti i mesi una quota molto rilevante del proprio stipendio. Alla fine del mandato, proprio in base alle quote versate, veniva calcolato il vitalizio. Adesso, abolendolo, i nuovi non versano nulla. E a chi invece ha versato prima del 2012 che cosa succede? Succede che può usufruire di una pioggia di soldi, freschi, subito. Il capitale versato viene restituoto. Ma non tutto, perché una parte sarà invece bloccata: i soldi residui potranno essere riscossi in "rate" ammontanti il 25 per cento del capitale, fino al 2018. Attualmente si trovano in un Fondo denominato "Family". Ecco che quindi, secondo quanto hanno denunciato i grillini, ci sono 123 beneficiari, con anche nomi eccellenti, come Lorenzo Dellai, che prenderà 117mila euro, in attesa di prenderne 455mila.

Nell'elenco dei 123 beneficiari s'incontra Josef Michael Laimer, con un totale di poco più di 1,1 milioni di euro (235.050 immediati e 930.000 bloccati). Sabina Kaslatter supera la soglia di 1,4 milioni di euro (285.143 euro immediati sul conto, 1 milione e 140 bloccati). Poi: Mauro Minniti con 267.822 euro netti anticipati e 1,05 milioni bloccati. Nerio Giovanazzi riceverà poi cash 346.711 euro e 490.000 sono invece bloccati. A Martha Stocker sono destinati 234.215 euro netti e 445.000 congelati. Alte le cifre pure per Pino Morandini: 447.665 euro immediati e 665.000 euro bloccati. Poi c'è il milione di euro a Eva Klotz (435.761 euro sul conto e 710.000 euro bloccati) o gli oltre 900.000 euro a Luis Durnwalder (469.527 per il Fondo Family e 450.000 come capitalizzazione). Mario Malossini avrà un importo anticipato di 351.526 euro, 480.000 sono invece bloccati e, come detto, prelevabili al 25% l'anno dal 2018 in poi. Tra gli «ex» anche Werner Frick con ben 402.092 euro liquidati anticipatamente e 780.000 congelati nel fondo. Nel complesso, ricapitolando, l'importo netto anticipato ammonta a 22,1 milioni e le quote del Fondo family sono invece di 31,6 milioni.

Dal Pd alla Lega, dai verdi al movimento 5 Stelle. Da destra a sinistra tutti chiedono di mettere fine agli scandalosi privilegi di cui godono gli ex consiglieri. «Vitalizi e pensioni d'oro sono un pugno nell'occhio ai cittadini» sottolineano in una nota i giovani del Pd. «Questi privilegi sono incomprensibili. Dobbiamo intervenire: non è possibile che la pensione di un politico sia così distante da quella di un comune cittadino» aggiunge la segretaria Liliana Di Fede rincarando la dose che al pari dei giovani Pd si chiede come sia possibile arrivare ad un tale divario di reddito fra politici e cittadini. «Sarebbe bello se questi 90 milioni di euro fossero destinati a chi ne ha più bisogno, magari per finanziare qualche start up o sostenere le imprese e i lavoratori in difficoltà» aggiungono i giovani democratici in una nota. Chi esulta, si fa per dire, è il movimento 5 Stelle che ha dato il via a tutto il can can presentando un'interrogazione proprio sui vitalizi.

Il Movimento 5 Stelle, dopo aver sollevato il gran polverone, parla di battaglia vinta. Ma non del tutto. "La prima battaglia, quella per la trasparenza, è stata vinta, ma è una vittoria amara. I destinatari dei 90 milioni di euro per i vitalizi d'oro hanno finalmente un nome. Un fiume di denaro pubblico che deve essere restituito ai cittadini: per il M5S questo è un impegno", mette in chiaro il consigliere Paul Köllensperger.

Ma tutti i partiti si schierano contro gli "scandalosi privilegi". I giovani del Pd: "Vitalizi e pensioni d'oro sono un pugno nell'occhio ai cittadini. Sel, con il segretario Margheri, rincara la dose: "La diffusione dei dati relativi a vitalizi e pensioni dei consiglieri regionali ha sollevato rabbia e indignazione giustificate. Nonostante i risparmi e l'abolizione di determinati meccanismi per il futuro, infatti, si tratta sicuramente di cifre altissime e in molti casi spropositate. È necessario avere più coraggio, tagliare in maniera drastica i costi della politica, dell'abolizione dei privilegi e ripristinare l'imparzialità nella gestione della cosa pubblica".

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