Ucraina, altro che folle davanti a Montecitorio. Il flash mob di Vannacci contro la risoluzione è un flop - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:00

Ucraina, altro che folle davanti a Montecitorio. Il flash mob di Vannacci contro la risoluzione è un flop

Più che una sfida alla linea ufficiale della Lega, si è rivelata una bella batosta per il generale

di Filippo Santi

Ucraina, il flash mob di Vannacci contro la risoluzione è un flop

Altro che folle oceaniche. Davanti a Montecitorio va in scena un flop clamoroso per il team Vannacci. Meno di una decina di persone prova a mettersi di traverso rispetto alla linea ufficiale della Lega che, proprio oggi, riunita alla Camera da Matteo Salvini, ha fatto sapere che voterà a favore della risoluzione unitaria del centrodestra sulla prosecuzione degli aiuti militari a Kiev.

In piazza si contano solo un paio di volti noti, considerando l’assenza dello stesso Roberto Vannacci: Marco Pomarici, già presidente del Consiglio comunale di Roma ai tempi di Gianni Alemanno, oggi leghista e vicino all’area vannacciana, e Guido Giacometti, presidente del Movimento mondo al contrario. È Pomarici a scandire la linea dura: “Troppi soldi vanno a Kiev, una parte per cessi d’oro e per il cerchio magico di Volodymyr Zelensky. Prima l’Italia”.

Nel frattempo, a pochi metri di distanza, alcuni deputati leghisti entrano a Montecitorio per i lavori parlamentari, dove è in corso l’intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto. I vannacciani scambiano saluti con Edoardo Ziello e Rossano Sasso, indicati dai rumor come possibili “colpevoli” di uno strappo interno sul voto alla risoluzione.

Ma lo strappo, come evidente, almeno fuori dal Palazzo, non decolla. Insomma, l'iniziativa non ha fatto altro che certificare l’isolamento dell’area Vannacci tra pochi militanti e nessuna rilevanza politica. Bilancio finale? Più che una sfida alla linea ufficiale della Lega, si è rivelata una bella batosta per il generale.