Ucraina, energia e immigrazione: ecco la mozione presentata alla Camera da Futuro Nazionale in vista del Consiglio europeo
Dalla guerra in Ucraina alla sicurezza energetica, fino alla revisione del Green Deal e al contrasto all’immigrazione irregolare. È su questi temi che si concentra la mozione presentata alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo dai Edoardo Ziello, Emanuele Pozzolo, Laura Ravetto, Gianangelo Bof, Domenico Furgiuele, Rossano Sasso, Davide Bergamini, Attilio Pierro. Il testo impegna il Governo a promuovere una soluzione diplomatica del conflitto tra Russia e Ucraina, accompagnata dalla sospensione di ulteriori forme di sostegno economico e militare a Kiev, e a valutare con cautela le conseguenze di un eventuale ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Tra le altre priorità indicate figurano il rafforzamento dei servizi essenziali, la tutela degli interessi strategici nazionali e una revisione delle principali politiche europee in materia energetica, industriale e migratoria.
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Il testo completo della risoluzione di FN
La Camera dei deputati, udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo; premesso che:
a) il perdurare del conflitto tra Federazione Russa e Ucraina continua a determinare rilevanti conseguenze economiche, energetiche e sociali per gli Stati membri dell’Unione europea e per il sistema produttivo italiano;
b) l’eventuale adesione dell’Ucraina all’Unione europea comporterebbe rilevanti conseguenze economiche, finanziarie, agricole e geopolitiche per gli Stati membri, incidendo significativamente sulla distribuzione delle risorse della Politica Agricola Comune, dei fondi di coesione e degli strumenti finanziari europei, con possibili effetti negativi sulla competitività delle imprese agricole e produttive italiane ed europee, nonché sugli equilibri strategici del continente e sul processo di normalizzazione delle relazioni tra l’Unione europea e la Federazione Russa, rendendosi pertanto necessaria una preventiva e approfondita valutazione dei relativi impatti sugli interessi nazionali italiani ed europei;
c) l’instabilità geopolitica internazionale, con particolare riferimento alle tensioni nel Medio Oriente, al conflitto che coinvolge Israele e Iran e ai rischi connessi alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, rappresenta un grave fattore di incertezza per la sicurezza energetica globale, per la libertà delle rotte commerciali strategiche e per la stabilità economica europea;
d) le tensioni nell’area mediorientale incidono direttamente sugli interessi strategici dell’Italia e dell’Europa sotto il profilo energetico, commerciale, logistico, portuale e della sicurezza marittima nel Mediterraneo, pur trattandosi di dinamiche geopolitiche non originate né direttamente determinate dagli interessi nazionali europei;
e) risulta pertanto necessario che l’Unione europea rafforzi la propria capacità di iniziativa diplomatica e strategica, coordinandosi con gli alleati storici dell’Italia e con tutti quei paesi e organizzazioni internazionali che abbiano interessi convergenti con quelli della nostra nazione al fine di favorire una rapida stabilizzazione dell’area mediorientale e la tutela degli interessi economici e di sicurezza europei;
f) l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dell’inflazione ha inciso significativamente sul potere d’acquisto delle famiglie, sulla competitività delle imprese e sulla sostenibilità del tessuto industriale nazionale;
g) appare prioritario orientare le risorse pubbliche verso il rafforzamento dei servizi essenziali dello Stato, con particolare riferimento alla sanità pubblica, alla sicurezza interna, alla tutela del lavoro, al sostegno delle famiglie e al potenziamento delle capacità strategiche nazionali;
h) il perseguimento della pace, della stabilità internazionale e della sicurezza europea richiede una rinnovata centralità dell’iniziativa diplomatica e politica dell’Unione europea;
i) l’Unione europea è chiamata a rafforzare la propria autonomia strategica e la propria indipendenza nello scenario geopolitico globale, sviluppando una capacità decisionale maggiormente orientata alla tutela degli interessi dei popoli e delle relative economie nazionali, pur nel quadro delle storiche relazioni di cooperazione e alleanza con gli Stati Uniti d’America e con i partner euro-atlantici;
j) la sicurezza energetica rappresenta un elemento essenziale della sovranità economica nazionale ed europea e richiede approcci pragmatici, sostenibili e coerenti con gli interessi strategici degli Stati membri; k) le politiche derivanti dall’attuazione del Green Deal europeo necessitano di una revisione che tenga adeguatamente conto dell’impatto economico e sociale sulle imprese, sui lavoratori e sulla competitività industriale europea;
l) diversi Paesi europei stanno rivalutando il ruolo strategico dell’energia nucleare civile di nuova generazione quale strumento per garantire continuità produttiva, indipendenza energetica e stabilità dei costi dell’energia;
m) i crescenti flussi migratori irregolari verso i Paesi dell’Unione europea stanno determinando crescenti pressioni economiche e preoccupanti conseguenze negative sulla sicurezza e sulla coesione sociale degli stati membri;
n) risulta necessario sviluppare una politica europea maggiormente efficace nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto all’immigrazione illegale, alla tratta di esseri umani e alle reti criminali internazionali che operano lungo le principali rotte migratorie;
o) appare altresì necessario rafforzare i meccanismi europei di rimpatrio dei migranti irregolari e dei soggetti stranieri destinatari di provvedimenti definitivi di espulsione o che abbiano manifestato, attraverso comportamenti accertati e reiterati, incompatibilità con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico e della convivenza civile degli Stati membri;
p) l’Europa sta attraversando una grave crisi demografica caratterizzata da un progressivo calo delle nascite, dall’invecchiamento della popolazione e dalla riduzione della popolazione attiva, fenomeni che incidono negativamente sulla sostenibilità economica, sociale e produttiva degli Stati membri;
q) l’Italia rappresenta uno dei Paesi europei maggiormente esposti al declino demografico, con effetti rilevanti sul sistema previdenziale, sul mercato del lavoro, sulla tenuta del welfare e sulla coesione sociale;
r) risulta pertanto necessario promuovere un grande piano europeo di investimento demografico e familiare, fondato sul sostegno concreto alla natalità, alla maternità, alla genitorialità e ai servizi per l’infanzia, analogamente agli strumenti straordinari di investimento predisposti dall’Unione europea in altri settori strategici;
s) occorre garantire una maggiore tutela degli interessi strategici nazionali nell’attuazione delle normative europee, con particolare riferimento ai comparti produttivi tradizionali italiani, evitando l’applicazione di disposizioni suscettibili di compromettere la stabilità economica e occupazionale di interi settori;
t) risulta necessario salvaguardare le specificità economiche e sociali del comparto balneare italiano, valorizzando il ruolo svolto dalle imprese concessionarie nella tutela del territorio costiero, nello sviluppo turistico nazionale e nella continuità occupazionale;
impegna il Governo:
1. ad effettuare iniziative diplomatiche che portino ad una pace negoziale, prevedendo, contestualmente, l’immediata sospensione di ulteriori forme di sostegno economico e militare a favore dell’Ucraina;
2. a non sostenere iniziative volte ad accelerare o favorire il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, promuovendo invece una preventiva e approfondita valutazione degli impatti economici, finanziari, agricoli, sociali e strategici che tale allargamento potrebbe produrre sugli interessi nazionali italiani, sulla sostenibilità del bilancio dell’Unione europea, sulla competitività dei comparti produttivi e agricoli degli Stati membri, nonché sul processo di stabilizzazione e normalizzazione delle relazioni tra l’Europa e la Federazione Russa.
3. ad orientare prioritariamente le risorse economiche nazionali verso il rafforzamento del sistema sanitario pubblico, della sicurezza interna, delle politiche a sostegno delle famiglie e dei lavoratori italiani, nonché delle capacità di difesa e protezione nazionale;
4. a promuovere, nel rispetto degli obblighi internazionali e nell’ambito di una strategia europea condivisa, il progressivo ripristino di relazioni economiche, energetiche e commerciali con la Federazione Russa, incluse eventuali forniture energetiche e di materie prime strategiche, laddove compatibili con gli interessi nazionali italiani ed europei;
5. a sostenere in sede europea una politica estera maggiormente autonoma e indipendente, fondata sulla tutela degli interessi strategici dei Paesi europei, rafforzando al contempo la cooperazione con gli alleati storici e con gli Stati Uniti d’America nell’ambito delle relazioni euro-atlantiche;
6. a promuovere ogni iniziativa utile a garantire la sicurezza delle rotte commerciali ed energetiche internazionali, con particolare attenzione all’area del Medio Oriente, al conflitto tra Stati Uniti d’America ed Israele contro l’Iran e alla sicurezza dello Stretto di Hormuz;
7. a sostenere iniziative europee volte a favorire una rapida stabilizzazione della situazione mediorientale, al fine di limitare gli impatti economici, logistici, energetici e commerciali che le crisi dell’area stanno producendo sugli Stati membri dell’Unione europea e sull’Italia in particolare;
8. a promuovere una profonda revisione del Green Deal europeo, al fine di proteggere il comparto industriale;
9. a sostenere la definizione di un piano europeo di investimenti strategici nei settori dell’energia nucleare civile di nuova generazione, nell’idroelettrico, nelle biomasse, senza abbandonare settori essenziali come quello del carbone che ci ha consentito di mitigare gli effetti negativi delle ultime crisi energetiche;
10. a sostenere il rafforzamento delle capacità europee di controllo e difesa dei confini esterni terrestri e marittimi dell’Unione europea, anche mediante il potenziamento degli strumenti di cooperazione operativa e di contrasto all’immigrazione illegale e alla criminalità transnazionale;
11. a favorire l’adozione di politiche migratorie fondate sul principio della legalità, della programmazione dei flussi e della sostenibilità economica e sociale, favorendo percorsi di integrazione compatibili con la capacità effettiva degli Stati di garantire sicurezza, occupazione, servizi pubblici e coesione sociale;
12. a sostenere, nelle opportune sedi europee, la definizione di strumenti comuni di coordinamento e finanziamento per programmi di rimpatrio e remigrazione volontaria o coattiva dei migranti irregolari e dei soggetti stranieri destinatari di provvedimenti definitivi di espulsione ovvero responsabili di condotte incompatibili con l’ordinamento giuridico e con i principi fondamentali della convivenza civile, accertate secondo le vigenti normative nazionali ed europee;
13. a promuovere in sede europea la definizione di un grande piano straordinario di investimento demografico e familiare, dotato di adeguate risorse finanziarie comuni, finalizzato a sostenere concretamente la natalità negli Stati membri maggiormente colpiti dal declino demografico, attraverso misure economiche, fiscali e sociali a favore delle famiglie e della genitorialità;
14. a sostenere, nell’ambito del predetto piano europeo, il finanziamento prioritario di politiche nazionali strutturali volte ad aiutare le famiglie che vogliono educare i propri figli e al contempo ad ampliare la rete degli asili nido e delle case popolari;
15. a valutare, nel rispetto dei principi costituzionali e dell’ordinamento europeo, l’introduzione di criteri di residenzialità stabile e prolungata per l’accesso ai benefici economici previsti nell’ambito delle politiche straordinarie di sostegno alla natalità e alla famiglia;
16. ad assumere iniziative, nelle opportune sedi nazionali ed europee, finalizzate a tutelare gli interessi strategici italiani rispetto all’applicazione di normative e direttive europee ritenute incompatibili con la salvaguardia dei comparti produttivi nazionali, con particolare riferimento alla disciplina delle concessioni balneari e agli effetti derivanti dall’applicazione della direttiva Bolkestein;
17. ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare la sovranità energetica, economica, produttiva e sociale dell’Italia, tutelando famiglie, lavoratori e imprese nazionali nel quadro di una rinnovata centralità dell’interesse nazionale.

