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Ue, Giorgetti ha le idee chiare: “Serve un cambio di passo, politica torni centrale”

“Il valore di una scelta politica si misura sull’impatto concreto che ha sulla vita delle persone e sulla coesione sociale”

Ue, Giorgetti ha le idee chiare: “Serve un cambio di passo, politica torni centrale”

Ue, Giorgetti ha le idee chiare. L’intervento alla Cerimonia di chiusura dell’Anno di Studi 2025-2026 della Scuola di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza

“E’ fondamentale saper leggere la complessita’ del momento, comprendere le esigenze e le istanze delle persone, delle imprese. E poi affrontare i problemi con il coraggio del gesto giusto, senza ideologie di sorta, mostrando capacita’ di adattamento e flessibilita’ nelle risposte alle crisi”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel suo intervento alla Cerimonia di chiusura dell’Anno di Studi 2025-2026 della Scuola di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.

“In questo senso e’ da accogliere con favore – ha aggiunto – la decisione della Commissione Europea di concedere maggiore flessibilita’ di bilancio richiesta dall’Italia per rispondere alla crisi energetica. Una decisione giunta grazie ad un lavoro intenso, serio e riservato che abbiamo condotto con Bruxelles e con i Ministri delle Finanze europei miei omologhi, frutto anche della riconosciuta responsabilita’ di questo Governo nella gestione della finanza pubblica. D’altronde la ‘politica e’ l’arte del possibile’, come sosteneva Ottone Bismark, dove il possibile va inteso non come limite, ma piuttosto come orizzonte aperto”.

Ue, Giorgetti: “Ridiscutere regole non attuali, adattarle tempi”

“L’Europa oggi e’ percepita come una costruzione di trattati, vincoli e regolamenti. Ma quando la burocrazia e le procedure diventano piu’ importanti dell’obiettivo stesso, si rischia di perdere di vista il fine ultimo, il benessere delle nostre societa’”.

“Il valore di una scelta politica si misura sull’impatto concreto – ha aggiunto – che ha sulla vita delle persone e sulla coesione sociale, sulla capacita’ di far arrivare le soluzioni direttamente ai cittadini e alle imprese, riducendo cosi’ la distanza tra Bruxelles e la realta’ quotidiana. Sono sfide complesse quelle che attendono l’Europa, troppo complesse per essere affrontate con vecchi schemi ideologici e con le regole non piu’ attuali che vanno evidentemente ridiscusse per renderle maggiormente aderenti ai nostri tempi”. 

Giorgetti ha specificato: “Non siamo destinati al fallimento, ma il risultato dipendera’ dalla capacita’ di passare da un’Europa che gestisce l’emergenza a un’Europa in grado di governare il cambiamento, per trasformare le crisi in opportunita’ e ridefinire cosi’ il nostro futuro”.

Ue, Giorgetti: “Serve cambio passo, politica torni centrale”

“La storia economica ci insegna che le fasi di crisi sono generalmente seguite da periodi di rilancio, che dai frangenti difficili possono nascere opportunita’. Pero’ – e dobbiamo tenerlo bene a mente – se le crisi e i fattori di instabilita’ sono persistenti possono sfociare anche in fallimenti e generare problemi cronici”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel suo intervento alla Cerimonia di chiusura dell’Anno di Studi 2025-2026 della Scuola di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.

“Di qui l’esigenza di risposte concrete e tempestive, soprattutto in un’epoca – come quella che stiamo vivendo – caratterizzata – ha sottolineato – da conflitti bellici ai confini dell’Europa e in Europa e in altre aree strategiche del Pianeta come il Medio Oriente, guerre commerciali e tecnologiche, shock energetici che incidono sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese. Sono tutti fattori critici che, in questi anni, si sono susseguiti uno dietro l’altro e che non sembrano essere ‘tempeste passeggere’, ma appaiono piuttosto come vere e proprie zavorre che rischiano di soffocare la competitivita’ delle nostre imprese e di mettere in serio pericolo il benessere delle nostre comunita’. Non e’ tempo di esitare”.

Secondo Giorgetti: “Occorre un cambio di passo in Europa! Occorre prima di tutto che la politica torni a svolgere un ruolo centrale, quello che le spetta. Potrei dire che non e’ un problema di taxation ma di rapresentation. Non possono essere le regole proprie dei mercati e dell’economia a vincolare e orientare le scelte della politica e delle Istituzioni democratiche. Riprendere la centralita’ significa invertire questa rotta”.