Altro che scontro Roma-Bruxelles. Altro che lite tra Renzi e Juncker. Affaritaliani.it lo ha scritto fin dall’inizio: era tutta una farsa per aiutare il presidente del Consiglio in vista del decisivo referendum istituzionale del 4 dicembre. Proprio questa mattina, infatti, si viene a sapere che ormai pronto il via libera Ue alla Legge di Stabilità, anche se condizionato. Dopo le polemiche delle ultime settimane tra Bruxelles e il governo italiano, domani la Commissione europea indicherà che la manovra potrebbe non rispettare le regole europee su debito e deficit, ma sospenderà il giudizio fino a inizio 2017 dando al governo il tempo di superare il referendum e allungando i termini del negoziato con Roma.
Tutto scritto. Tutto previsto. In questo modo il premier e segretario del Pd può rivendicare di fronte all’opinione pubblica di aver dato battaglia contro la “cattiva” Europa e di aver perfino vinto, tanto che il giudizio sulla Finanziaria (guarda caso) viene rimandato proprio a dopo la chiusura delle urne. E c’è chi è pronto a scommettere che dopo il referendum molti punti della Legge di Bilancio cambieranno accogliendo ovviamente i rilievi su decifit, debito e non solo che sono arrivati in queste settimane da Bruxelles. Insomma, al di là delle roboanti dichiarazioni e dei titoloni sui giornali, tra il premier Renzi e la Commissione Ue guidata da Juncker non c’era e non c’è nessuna guerra in corso ma soltanto un tentativo di aiutare mediaticamente il presidente del Consiglio impegnata nella campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre prossimo.

