Un governo fatto prevalentemente di Carneadi, uomini e donne, molto beautiful, con qualche veterano come Franceschini (alla Cultura, forse perché scrive romanzi?) Lupi e Alfano tutti ex Dc. E con qualche peso massimo in meno: Mauro, la Bonino, Bray e Saccomanni.
Un comunista al Lavoro che non fa ben sperare sul tema delle rigidità di mercato da alleggerire, che si interfaccerà con una giovane industriale allo Sviluppo economico.
Una donna da talk show, sempre assisa da Vespa e Ballarò, con capelli cangianti e decolleté generoso alla Difesa, a occuparsi di militari e missioni internazionali. Una absolute beginner agli Esteri a rappresentarci in Europa e nel mondo. Un commercialista all’Ambiente per sostituire un buon ministro passato alla Giustizia. Un tecnico dalemiano all’Economia, che abbatte il dalemiano alla cultura. Il resto è Cencelli tra correnti Pd e tra partiti della maggioranza, la stessa che sosteneva Letta.
Governo leggero, sotto tutti i punti di vista. E di bassissima età media. In cui l’unica novità è il premier, il più giovane della storia italiana e, per molti aspetti, un marziano atterrato su Roma e assurto a Palazzo Chigi con molto cinismo e grande abilità. Staremo a vedere, ma sembra la Under 23 di una volta.
Può darsi che tutto questo crei discontinuità, anche se pagheremo un prezzo in termini di competenza. Ma piaccia o no, è il Vangelo secondo Matteo.
Per il resto aspettiamo il programma. Solo allora si potrà esprimere un giudizio più compiuto.
In bocca al lupo a loro e a noi. Speriamo che ce la caviamo.

