Il premier Renzi invoca il voto dopo aver detto che le unioni civili sono un passo in avanti. E dopo aver lanciato una battaglia culturale contro l’utero in affitto. Il M5s resta compatto, anche se il leader Grillo ha dato libertà di coscienza. Ma tra Pd e Lega è ancora lontano l’accordo.
Alla vigilia delle votazioni sul ddl Cirinnà sulle unioni civili, interviene il premier nella newsletter inviata periodicamente ai propri sostenitori. “La stragrande maggioranza degli italiani – ha scritto Matteo Renzi nella sua e-news – (pare di capire anche in Parlamento) condanna con forza pratiche come l’utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio: pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare”.
Sulle unioni civili, ha aggiunto il premier, c’è una “ampia condivisione” su almeno due “punti-chiave” e la “ratio” della stepchild adoption, che “non è il punto principale”, “non è consentire il via libera alle adozioni, ma garantire la continuità affettiva del minore”.
M5s compatto. Il M5s resta compatto, anche se Beppe Grillo ha dato libertà di coscienza nella votazione. Al momento infatti sono solo due (su 35) i grillini che voteranno contro se resteranno le adozioni nel testo: Sergio Puglia e Ornella Bertorotta. “L’adozione deve essere tolta, altrimenti il testo è inficiato” ha detto il senatore M5S Sergio Puglia, lasciando l’assemblea dei senatori 5Stelle. “Voteremo contro io e Bertorotta” spiega Puglia “ad oggi, stando almeno a quanto emerso da questa sorta di sondaggio tra noi lanciato su twitter”. Puglia puntualizza di essere a favore delle unioni civili. “Approvare una legge vuol dire ascoltare dopo anni il grido di queste persone schiacciate nei loro diritti, ma l’adozione è un’altra cosa”. Il numero dei pentastellati contrari viene confermato dalla capogruppo dei senatori 5 stelle, Nunzia Catalfo: “Il gruppo rimane compatto. Sulle adozioni saranno due, tre i contrari”.
Per il senatore le stepchild sono “nient’altro che una fattispecie che viene aperta con l’art. 5 del testo. Spero che al riguardo venga raggiunto un compromesso” sbarrando la strada “a questa apertura a 360 gradi”. Per Puglia “non c’era tempo per un passaggio in rete e i due garanti, Grillo e Casaleggio, si sono presi una responsabilità diretta”. Puglia a differenza di altri colleghi, non critica la tempistica del blog, “perché altrimenti questi qui del Pd si inventavano qualcosa per affossare tutto il provvedimento”. Il senatore campano assicura che avrebbe votato comunque contro le stepchild, anche se dal blog non fosse arrivata l’apertura sulla libertà di coscienza. “Ma il blog non ha fatto altro che aprire ai dubbi non dei parlamentari ma piuttosto della base. Questo conferma che il Movimento accoglie tutte le diversità”.
Riunione senatori Pd. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha convocato un’assemblea di gruppo per domani alle 13.00 per fare il punto sul ddl per le unioni civili prima delle votazioni del testo.
Quella di oggi è una giornata dedicata ai contatti e alle ultime trattative tra le forze politiche, soprattutto tra Lega, Pd e Ap, per tentare una mediazione sul numero delle proposte emendative e delle votazioni segrete.
Pd e Lega, ancora nulla di fatto. Pd e Lega non trovano la quadra sugli emendamenti riguardanti il ddl Cirinnà e si riaggiornano a più tardi, concedendoi reciprocamente una “pausa di riflessione”. Lo scoglio, viene spiegato al termine della nuova riunione tra i capigruppo del Pd e della Lega al Senato, sono gli emendamenti ‘canguro’ e preclusivi di cui, spulciando i circa 580 emendamenti restanti del Carroccio, i tecnici dem si sarebbero accorti e che, al momento, la Lega non vorrebbe ritirare.
L’aut aut di Marcucci. “Ritiro l’emendamento premissivo all’articolo 1 del ddl Cirinnà, quando la Lega farà altrettanto con i suoi, e fino ad ora non è ancora successo”. Questa è la posizione del senatore del Pd Andrea Marcucci.
La Lega Nord ha ufficializzato, durante la riunione con il Pd a Palazzo Madama il taglio degli emendamenti al ddl Cirinnà, mantenendo poco più di 500 emendamenti sui 4.500 già presentati. Il senatore leghista Roberto Calderoli ha annunciato di aver raccolto 73 firme, oltre la sua, per votare a scrutinio segreto la richiesta di non passare all’esame gli articoli del ddl. “La mia richiesta, che ho presentato stamattina alla presidenza del Senato” afferma Calderoli “per chiedere la votazione a scrutinio segreto sulla richiesta di non passaggio all’esame degli articoli, è stata sottoscritta da altri 73 senatori. A questa mia richiesta, rivolta al presidente Grasso, ho allegato una ricca documentazione, articolo per articolo, in cui si spiega come sia prevalente la materia oggetto di voto segreto, come previsto dall’articolo 113 comma 4 del regolamento, e per cui sia quindi necessario il voto segreto”. Ora spetta al presidente del Senato accettare la richiesta del voto segreto su questo emendamento o meno.
In serata, in Senato, è prevista la replica del ministro della giustizia Andrea Orlando. La replica a nome del governo avverrà al termine della discussione generale, che, secondo previsioni, potrebbe andare avanti fino a circa le 21. Sono 45 gli iscritti a parlare. Il dibattito deve concludersi entro oggi per consentire l’avvio delle votazioni sugli emendamenti domani pomeriggio. Non è ancora chiaro quante siano le proposte di modifica su cui l’assemblea dovrà esprimersi e, di conseguenza, quanti i voti segreti.
La senatrice dem Anna Finocchiaro nel suo intervento a Palazzo Madama ha annunciato che depositerà una mozione per la messa al bando “universale” dell’utero in affitto: “La depositerò appena finito il mio intervento, affinché il Senato impegni il Governo ad una iniziativa per la messa al bando a livello internazionale, della pratica dell’utero in affitto in ogni Paese del mondo, in nome della dignità della persona umana e dei diritti del bambino”. Finocchiaro ha inoltre avanzato la proposta di: “una riforma della legge sulle adozioni, che consenta, a chi abbia caratteristiche e generosità misurate sul preminente interesse del minore, di adottare senza la necessità di essere parte di una e comunque coppia sposata eterosessuale”. Per la parlamentare il Senato, “nell’ambito delle proprie prerogative”, potrebbe essere promotore per “un’opinione informata e colta sul sistema di procacciamento, intermediazione e assistenza finalizzato allo sfruttamento del corpo delle donne ed alla creazione di esseri umani destinati allo scambio”.


