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Imminente un upgrade sul rating dell’Italia. Renzi sorride

ESCLUSIVO – Entro la fine di quest’anno e al massimo all’inizio del 2016 – secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti finanziarie nella city di Londra – dovrebbe arrivare un upgrade sul rating dell’Italia, molto probabilmente da Moody’s o da Standard and Poor’s

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Entro la fine di quest’anno e al massimo all’inizio del 2016 – secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti finanziarie nella city di Londra – dovrebbe arrivare un upgrade sul rating dell’Italia, molto probabilmente da Moody’s o da Standard and Poor’s. O, perché no, da entrambe la agenzie. L’indiscrezione rimbalza dalla capitale britannica agli operatori di mercato a Milano e negli ultimi giorni si è fatta molto, molto insistente – assicura un broker di lungo corso.

Un upgrade dell’Italia sarebbe una boccata d’ossigeno per il governo e una notizia che il premier Matteo Renzi potrebbe utilizzare anche in campagna elettorale per dimostrare agli italiani che l’azione del suo governo sta dando i frutti sperati. I motivi sarebbero sia esterni che interni. Primo di tutti l’aiuto che sta dando Mario Draghi con il QE della Banca Centrale Europea che ha portato lo spread con i Bund tedeschi a livelli molto rassicuranti che consentono al nostro Paese di pagare molto meno gli interessi sul debito.

C’è anche la convinzione a livello europeo e internazionale che il presidente del Consiglio stia guidando l’Italia nella giusta direzione e quindi si registra tra gli operatori un buon grado di fiducia nei confronti delle istituzioni. Non solo. Rispetto a qualche anno fa, l’Italia non è certo messa peggio della Francia – che ha però un rating migliore – e visto il calo del prezzo del petrolio e delle quotazioni dell’euro e la crisi di diverse nazioni emergenti, Brasile in testa, il nostro Paese è tornato “appetibile” e “interessante” per gli investitori internazionali.

Ovviamente anche le riforme dell’esecutivo hanno avuto un ruolo chiave. Il Jobs Act, le riforme istituzionali ma non solo hanno dimostrato sui mercati che l’Italia non è più uno stato in continua e lenta decadenza, come era fino a poco tempo, e quindi, nonostante le difficoltà della crescita ancora a 0,2-0,3% a trimestre, un upgrade pare davvero alla portata di mano. Una notizia che certamente darebbe nuova linfa a Renzi e nuova spinta al cammino delle riforme. Anche, ma non solo, in campo economico.