Trump ha vinto. E Camera e Senato restano -dato assai importante- in mano ai Repubblicani.
A volte succede l’inaspettato o il poco aspettato o anche l’inusitato sebbene qualche segnale si poteva cogliere nel granito edificio del consenso che (sembrava) proteggere Hillary Clinton che ha perso proprio dove pensava di avere il proprio punto di forza: le donne che soprattutto tra le bianche non laureate non l’hanno votata come non l’ha votata il più importante degli swing state, la Florida che ha tradito di nuovo i democratici come ai tempi di Bush j.
Donald Trump non solo ha vinto -e questo è il dato meramente politico- ma la sua vittoria significa ben altro: si tratta di un cambio di mentalità epocale, una reazione patellare dell’opinione pubblica americana dopo decenni di “buonismo” che non solo hanno fatto degli Usa gli alfieri di un modo ipocrita di intendere la società ma hanno diffuso nel mondo intero una concezione dell’esistenza che ha distrutto il fondamento dei valori occidentali.
Trump essendo alla guida del Paese più importante del mondo è una causa o un effetto del cambiamento? Per ora è un effetto. Un effetto che si inserisce però in un cambiamento di prospettiva che nasce proprio in Europa e in Italia in particolare. Da noi sono state la Lega Nord prima e il movimento Cinque Stelle poi (con la parentesi di Italia dei Valori di Di Pietro) a riportare in auge il temuto -dall’élite- populismo.
La gente è stufa del politically correct ed è stufa non perché la correttezza anche formale dei modi nell’esprimersi sia un male in sé ma perché se ne è abusato ed ora la misura è colma.
La legislatura di Trump sarà una legislatura contro la dittatura delle minoranze che in occidente ha mietuto danni culturali e sociali inestimabili.
Alcune tematiche di base che sembravano assodate verranno rimesse in discussione: immigranti, migranti, tasse stellari, femminismo violento e soprattutto il buonismo consolatorio (con corollario di orticelli etnici alla Casa Bianca) non saranno più accettati almeno negli Usa ma è verosimile che l’influenza culturale si sposterà oltre Atlantico e si salderà con quello che già sta accadendo in Europa.
E, naturalmente, come in tutti i fenomeni storici e sociali rilevanti occorrerà sempre vigilare con attenzione contro gli eccessi che potrebbero prodursi.
Tuttavia gli Usa hanno dato al mondo un segnale che pone fine a più di 50 anni di valori “kennediani” e che ormai suonavano falsi come una moneta finta e anche la politica nostrana dovrà prenderne atto ed in primis Renzi e il Pd che di quei valori è sempre stato l’alfiere indiscusso.
Se riuscirà a rimodulare i propri valori intorno a questa nuova onda potrà gestire il cambiamento in atto altrimenti ne sarà travolto. La vittoria di Trump rilancia anche il centro – destra nostrano e Salvini in particolare che tra i nostri politici e il più vicino al tycoon americano, vedremo se sarà cogliere questa nuova occasione che la storia gli porge.
In ogni caso una considerazione è obbligatoria: con l’elezione di Trump a 45 °Presidente Usa è iniziata una nuova era.

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