I "vannacciani" sfidano la Lega sul Dl Ucraina: "Stop all'invio di armi, quanti patrioti voteranno a favore degli italiani?" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:22

I "vannacciani" sfidano la Lega sul Dl Ucraina: "Stop all'invio di armi, quanti patrioti voteranno a favore degli italiani?"

Pozzolo, Sasso e Ziello, primi volti di Futuro Nazionale, hanno fatto il loro esordio alla Camera, agendo "a difesa degli interessi nazionali"

di Chiara Feleppa

Dl Aiuti, Futuro Nazionale presenta un emendamento per chiedere lo stop all'invio di armi. Poi sfida la Lega: "Vedremo quanti non si presenteranno"

Futuro Nazionale fa il suo esordio alla Camera dei deputati “nel segno della difesa degli interessi nazionali”. Lo riferiscono i parlamentari Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, in vista della discussione degli emendamenti al Dl Ucraina.

I deputati vannacciani hanno depositato un emendamento soppressivo al decreto con l’obiettivo di fermare l’invio di ulteriori armamenti all’Ucraina. “Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli Italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky, ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente votando sempre a favore”, sottolineano Pozzolo, Sasso e Ziello.

Secondo i tre parlamentari, l’invio di nuove armi non contribuirebbe a un reale processo di pace. “Una pace raggiunta oggi offrirebbe agli stessi ucraini condizioni migliori rispetto a una pace che arriverà domani”, spiegano. La critica riguarda anche l’uso dei fondi italiani: “Inviare ulteriori miliardi di euro in mani che non sempre hanno brillato per onestà – vedasi i recenti fatti di cronaca legati a collaboratori vicini a Zelensky – non tutela gli interessi degli italiani. Preferiremmo che quei soldi fossero destinati alla sicurezza interna, aumentando il numero delle forze dell’ordine, oggi purtroppo inadeguato di fronte all’escalation criminale che attanaglia le nostre città”.

La discussione sulla misura è prevista nelle prossime settimane, con attenzione particolare sulle assenze e sui voti contrari che potrebbero segnare il primo banco di prova per Vannacci e i suoi colleghi alla Camera.

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