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Politica
Vendola apre a Renzi: ma noi non al governo

"Noi siamo pronti a incoraggiare Matteo Renzi se vuole usare il grande consenso ottenuto per scardinare il nuovo muro di Berlino, il muro dell'austerità". Lo ha detto Nichi Vendola al termine della riunione della presidenza nazionale di Sel, conclusasi con l'approvazione unanime della relazione di Vendola. "Siamo una sinistra di governo, non al governo". Tradotto - prosegue il leader di Sel - "non bramiamo poltrone o sgabelli, ma cerchiamo di migliorare le condizioni di vita dei cittadini", proprio a partire dalla lotta al rigore. E "se Renzi riuscisse dare un colpo al nuovo muro di Berlino sono pronto ad applaudirlo".

Parole con cui Vendola replica, di fatto, a chi in queste ore continua a chiedergli di commentare l'ipotesi di un partito unico con il Pd avanzata, all'indomani delle elezioni europee, dal capogruppo dei deputati Sel, Gennaro Migliore.

E poi: "Continuiamo il percorso con Alexis Tsipras e riprendiamo a tessere alleanze. Vogliamo essere la terra di mezzo che va da Tsipras al Pd e molto oltre. C'e' una parte del Pd che ci interessa per la ricostruzione di un campo più largo per la sinistra. Nel Pd ci sono tante cose di sinistra. Guardiamo Tsipras e, ad esempio, anche il mio amico Pippo Civati".

Vendola richiama lo scontro in atto fra le due correnti del partito. Quella, per l'appunto capitanata da Migliore che punta alla fusione con il Pd, e quella capeggiata dal coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, contrario al matrimonio con il partito di Matteo Renzi, dal quale il progetto di Sel rischierebbe di essere inglobato e diluito in una piattaforma più generica. Ma il governatore della Puglia lavora per tenere unito il partito ed evitare fratture o scissioni: "In casa mia c'è aria di dibattito e l'importante è non trasformarlo in una guerra con morti e feriti - continua Vendola - Occorre trovare un equilibrio, una sintesi. Oggi, tutti insieme, il nostro compito è rilanciare la sfida a Renzi e al M5S". E aggiunge: "A Renzi diciamo che se è pronto a cambiare l'agenda europea combattendo le politiche dell'austerità noi ci siamo, perché questo è l'obiettivo della lista Tsipras".

Vendola non risparmia critiche al governo: "Se ascoltiamo le parole che il ministro Guidi ha pronunciato ieri durante l'assemblea di Confindustria mi viene un brivido lungo la schiena". "Un ministro così comprensivo nei confronti di chi licenzia e non di chi è licenziato - prosegue - e che dice basta alla criminalizzazione del profitto e alla marginalizzazione del sistema di impresa mi chiedo quali sale cinematografiche abbia frequentato in questi anni".

Tuttavia non esclude che Sel possa votare il decreto Irpef che contiene il bonus di 80 euro. "Dobbiamo prima leggere il decreto -si limita a osservare il presidente di Sel a margine della direzione- io penso che sia sempre positivo dare dei soldi ai lavoratori. Nell'ultimo trentennio la ricchezza è stata trasportata dal lavoro alla rendita. Se ci sono misure che capovolgono questa prospettiva, per noi va bene. Poi però bisogna vedere come è il decreto: si possono scrivere tante cose, buone o meno buone. Si può scrivere che con la destra si dannno 80 euro e con la sinistra se ne levano 100. Vedremo le coperture, dove il governo ha intenzione di andare a prendere i soldi".

 

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