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“Vi spiego il nuovo Salvini centrista. Concorrenza con Meloni e Fi assente”

Il democristiano Gianfranco Rotondi ad Affaritaliani.it

“Vi spiego il nuovo Salvini centrista. Concorrenza con Meloni e Fi assente”
gianfranco rotondi 02
“E’ stata una buona mossa, preparata dalla dichiarazioni di Giorgetti e poi rappresentata con solidità di argomenti da Salvini. Forse non sarà realizzabile, ma frutta al segretario della Lega un’immagine di maggiore affidabilità”. Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia…

“E’ stata una buona mossa, preparata dalla dichiarazioni di Giorgetti e poi rappresentata con solidità di argomenti da Salvini. Forse non sarà realizzabile, ma frutta al segretario della Lega un’immagine di maggiore affidabilità”. Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana e parlamentare iscritto al gruppo di Forza Italia della Camera, commenta con Affaritaliani.it la proposta bipartisan di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.

L’OPERAZIONE VINCENTE DI SALVINI – “E’ presto per dire se la Lega si stia spostando al centro, d’altronde non è un’intervista che cambia la percezione. Ma Salvini ha fatto un vero miracolo portando il suo partito anche al Sud e facendolo diventare una forza politica significativa. Un’operazione scaltra e spregiudicata con immagini forti di destra, sostituendosi ad Alleanza Nazionale al Mezzogiorno. Salvini – spiega Rotondi – quando è diventato segretario è come se avesse presentato a un tribunale fallimentare due proposte di acquisizione a saldo e stralcio di due aziende fallite: la Lega oberata dal crac finanziario e Alleanza Nazionale distrutta dalle scelte politiche di Fini. Con questa scelta spregiudicata è diventato il primo partito italiano. Sulla sua abilità politica non c’è alcuna discussione e ora se dovesse fare la stessa cosa sul versante del centro sarebbe certamente positivo. Ma bisogna chiederlo a lui e il giudizio resta sospeso fino a quando non ci saranno precise scelte politiche”.

LA CONCORRENZA CON FRATELLI D’ITALIA – “Giorgia Meloni è il principale concorrente di Salvini avendo fatto sua l’eredità di Alleanza Nazionale. Però, almeno all’inizio, la Lega al Sud per ottenere spazio ha preso la struttura organizzativa e i quadri dell’ex Alleanza Nazionale. E’ quindi normale che ci sia una competizione tra loro. Ma Salvini ieri ha detto una cosa che è ancora più importante della stessa proposta di larghe intese: rispondendo alle osservazioni della Meloni, il segretario leghista ha affermato che non importa se adesso si perde un voto a destra perché magari se ne recuperano tre al centro. Il treno leghista ha percorso finora un binario che ha portato il Carroccio verso l’estrema destra, ora è come se per la stessa dinamica di movimento il convoglio stesse prendendo la rotta del centro”.

FORZA ITALIA LA GRANDE ASSENTE – “Purtroppo – afferma Rotondi – Forza Italia è la grande assente, ha rinunciato alla propria autonomia da Salvini, come io denuncio da tempo nel mio ruolo di partito federato a quello di Silvio Berlusconi. Io vorrei commentare ogni giorno le posizioni centriste di Forza Italia, oggi invece mi ritrovo a commentare le posizioni centriste di Salvini. Questo è il vero paradosso”.

DRAGHI PREMIER O PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA? – “Non penso che l’ex presidente della Bce si stacchi dal programma di vita che si è dato, anche se è vero che se tutti gli chiedessero di fare il presidente del Consiglio potrebbe rispondere sì perché non va dimenticato che viene da una tradizione professionale che ha sempre risposto in maniera affermativa all’impegno nelle istituzioni, senza però mai dire sì all’impegno politico diretto”, afferma Rotondi commentando l’ipotesi Draghi premier avanzata da Giorgetti e il ‘why not’ di Salvini su Draghi al Quirinale. “Comunque non credo né a un governo Dragi né all’ex presidente della Bce capo dello Stato. L’agenda politica va verso altre direzioni e le ipotesi alla Dini o alla Ciampi irrompono solo quando si sospende lo scontro politico; Salvini può anche essere pronto a uno stop ma non vedo la disponibilità a interrompere le ostilità da parte degli altri. Credo pertanto che si andrà avanti con questo governo per molto e ciò darà all’opposizione tempo e opportunità migliori per costruire un’offerta politica al Paese. La fretta, d’altronde, è cattiva consigliera per il Centrodestra, nome comunque sbagliato perché il centro ormai non c’è più. E su questo punto – sottolinea Rotondi – voglio anticipare ad Affaritaliani.it che mentre si parla tanto di un cantiere della nuova Dc, il punto di caduta sarà un nuovo Partito Popolare Italiano. Vista la crisi di Forza Italia, nel nostro Paese di fatto non c’è più una forza consistente che appartiene al Ppe, ovvero il primo partito a livello europeo. Berlusconi sarà naturale interlocutore di questo progetto e noi democristiani daremo il nostro contributo”, conclude.