Via libera definitivo della Camera al decreto legge Rimpatri. I voti a favore sono 147, i contrari 93 e 3 astenuti. Il provvedimento, già approvato dal Senato e non modificato da Montecitorio, diventa legge. Il provvedimento prevede la corresponsione, dal 2026 al 2028, di un compenso in favore del rappresentante, munito di mandato, che abbia fornito assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito.
Tale compenso viene elargito a conclusione del relativo procedimento (è stata invece soppressa la previsione dell’effettiva partenza dello straniero quale condizione legittimante l’erogazione del compenso).
Inizialmente erano ricompresi nella norma anche gli avvocati, poi – a seguito di critiche e poteste da parte degli stessi professionisti – il riferimento esplicito al Consiglio nazionale forense è stato eliminato dal testo. Spetterà a un decreto del ministro dell’Interno definire le linee guida per la realizzazione dei programmi di rimpatrio volontario e assistito e definire, altresì, i criteri per l’individuazione dei rappresentanti, muniti di mandato, che possono esercitare l’attività, nonché per la corresponsione dei compensi ad essi spettanti per tale attività.

