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video berlusconi mediaset
Una vera e propria chiamata alle armi, contro "la sinistra", la "magistratura politicizzata che ha dimezzato la nostra democrazia" e per liberare il Paese "dall'oppressione fiscale". Silvio Berlusconi usa toni pacati, non alza la voce, non sbatte le mani sul tavolo - come invece aveva fatto piu' volte nel videomessaggio contro la sentenza Mediaset - anzi, a tratti appare quasi dimesso, la voce si spezza, sembra commuoversi. Un'aria niente affatto trionfalistica, che quasi 'stona' con l'annuncio - di fatto - di una nuova discesa in campo e il ritorno di Forza Italia, che pero' poco si lega alla promessa e alla garanzia che nessuno riuscira' a farlo fuori. Anzi, scandisce, continuera' a fare politica anche fuori dal Parlamento, perche' "un leader non ha bisogno di un seggio". Tanto piu', perche' l'ex premier annuncia che si battera' "in Italia e in Europa per ottenere la revisione" della sentenza Mediaset.

Una chiamata alle armi che, pero', ascoltando e guardando i 16 minuti del videomessaggio, poco ricorda la prima discesa nell'agone politico, quella del '94. Non solo per il volto teso che tradisce la stanchezza, ma anche perche' l'appello agli italiani a "ribellarsi" con lui e' una sorta di ultimo appello. Del resto, lo ammette lo stesso Cavaliere, quando annunciando il ritorno di Forza Italia, parla chiaramente di "ultima chiamata prima della catastrofe".

Nel videomessaggio, Berlusconi non fa nessun riferimento al governo, non lo nomina mai: ne' per ribadire il suo appoggio e che l'azione di Letta deve andare avanti, ne' tantomeno per decretarne la fine prematura. Unico accenno, quando ahnnuncia che i "nostri ministri hanno gia' messo a punto le nostre proposte per il rilancio economico, per fermare il bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese". Ma e' soprattutto agli italiani che il Cavaliere si rivolge, sia quando lancia l'affondo alle toghe, un durissimo attacco, che quando torna alla tradizionale battaglia contro la sinistra delle tasse e della patrimoniale.

"Voglio parlarvi con la sincerita' con cui ognuno di noi parla alle persone alle quali vuole bene quando bisogna prendere una decisione importante che riguarda la nostra famiglia", inizia l'ex premier il suo discorso alla nazione. Poi, dopo un breve passaggio generale, Berlusconi passa all'attacco: "Siamo diventati un Paese in cui non vi e' piu' la certezza del diritto, siamo diventati una democrazia dimezzata alla merce' di una magistratura politicizzata, una magistratura che, unica tra le magistrature dei Paesi civili, gode di una totale irresponsabilita', di una totale impunita'. Questa magistratura - scandisce - per la prevalenza acquisita da un suo settore, Magistratura Democratica, si e' trasformata da "ordine" dello Stato in un "Potere" dello Stato, anzi in un "Contropotere" in grado di condizionare il Potere legislativo e il Potere esecutivo e si e' data come missione, quella - e' una loro dichiarazione - di realizzare "la via giudiziaria" al socialismo".

Quindi, il Cavaliere ricorda la "persecuzione" a cui e' sottoposto da 20 anni, i tanti processi a suo carico "che hanno infangato la mia immagine e mi hanno tolto tempo, tanto tempo, serenita' e ingenti risorse economiche. Hanno frugato ignobilmente e morbosamente nel mio privato, hanno messo a rischio le mie aziende", per poi passare all'ultima sentenza, quella sul Lodo Mondadori: "hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata, che ha riconosciuto a un noto, molto noto, sostenitore della sinistra una somma quattro volte superiore al valore delle mie quote, con dei pretesti hanno attaccato me, la mia famiglia, i miei collaboratori, i miei amici e perfino i miei ospiti". Ebbene, afferma, "si illudono di essere riusciti ad estromettermi dalla vita politica, con una sentenza che e' politica, che e' mostruosa, ma che potrebbe non essere definitiva come invece vuol far credere la sinistra".

Nella seconda parte del messaggio, Berlusconi ricorda la prima discesa in campo e spiega: "amo ancora questo Paese, nonostante l'amarezza di questi anni, una grande amarezza, e nonostante l'indignazione per quest'ultima sentenza paradossale, perche', voglio ripeterlo ancora, con forza, io non ho commesso alcun reato, io non sono colpevole di alcunche', io sono innocente, io sono assolutamente innocente", ripete. Lui, rivendica, l'unico in grado di mettere un argine al potere della sinistra, e "proprio per questo, adesso, insistono nel togliermi di mezzo con un'aggressione scientifica, pianificata, violenta del loro braccio giudiziario, visto che non sono stati capaci di farlo con gli strumenti della democrazia. Per questo, adesso, sono qui per chiedere a voi, a ciascuno di voi, di aprire gli occhi, di reagire e di scendere in campo per combattere questa sinistra e per combattere l'uso della giustizia a fini di lotta politica, questo male che ha gia' cambiato e vuole ancora cambiare la storia della nostra Repubblica", e' l'appello-esortazione.

Infine, l'ultima parte, quella dedicata a Forza Italia: "credo che la cosa migliore da fare sia quella di riprendere in mano la bandiera di Forza Italia. Sara' un vero grande movimento degli elettori, dei cittadini, di chi vorra' diventarne protagonista. Una forza che puo' e che deve conquistare la maggioranza dei consensi". Nuovo appello agli italiani: "Per questo vi dico, scendete in campo anche voi. Per questo ti dico: scendi in campo anche tu, con Forza Italia". I 16 minuti stanno per terminare, e Berlusconi porta la mano sul cuore e chiude: "Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia! Viva l'Italia, viva la liberta': la liberta' e' l'essenza dell'uomo e Dio creando l'uomo, l'ha voluto libero".

 

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