Politica
Violenza a scuola, scontro Vannacci-Calenda sui metal detector: "Sconfitta per il Paese, il problema è educativo"
Dopo l’omicidio a scuola esplode il dibattito sulla sicurezza. In TV visioni opposte tra libertà, autorità e responsabilità dei genitori

In diretta televisiva a RealPolitik va in scena lo scontro tra Roberto Vannacci e Carlo Calenda sull’ipotesi di introdurre i metal detector negli istituti scolastici.
Per Calenda, l’idea stessa dei metal detector rappresenta una sconfitta per lo Stato e per la società. “Blindare le scuole significa ammettere di aver perso sul piano educativo”, è il messaggio che emerge dal suo intervento, con un richiamo forte alla responsabilità delle famiglie e al rispetto dell’autorità dei docenti.
Di tutt’altro avviso Roberto Vannacci, che si dice contrario all’utilizzo dei metal detector perché ritenuti una limitazione della libertà individuale. “Non mi piace nulla che riduca la libertà dell’individuo”, afferma, pur riconoscendo la necessità di un controllo più attento sui comportamenti a rischio. Per il leader di Azione, la vera priorità resta la responsabilizzazione dei genitori, anche sul piano penale e amministrativo.
Nel dibattito emerge anche il tema della perdita di autorevolezza della scuola, spesso delegittimata da famiglie pronte a ricorrere al TAR contro voti e provvedimenti disciplinari. Una situazione che, secondo entrambi, ha contribuito a indebolire il ruolo educativo dell’istituzione scolastica.
Tra le proposte alternative spiccano il tempo pieno nelle scuole, per evitare che i ragazzi restino senza riferimenti nel pomeriggio, e il divieto di utilizzo dei social sotto i 14 anni, indicato come misura necessaria per arginare comportamenti devianti e isolamento sociale.
Il confronto tra Vannacci e Calenda fotografa una frattura profonda nel modo di affrontare il tema della sicurezza: da una parte l’idea di autorità e disciplina, dall’altra la difesa della libertà individuale. Al centro, una domanda che resta aperta: come proteggere la scuola senza trasformarla in una zona militarizzata?
