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Violenza sulle donne, Mattarella: “Emergenza di primaria importanza. Prevenzione ed educazione devono partire dalle scuole”

Il Capo dello Stato visita la Stanza Rosa di Grosseto e chiede prevenzione, formazione ed educazione contro la violenza di genere

Violenza sulle donne, Mattarella: “Emergenza di primaria importanza. Prevenzione ed educazione devono partire dalle scuole”

Sergio Mattarella definisce la violenza contro le donne un’emergenza di primaria importanza per il Paese. Dopo la visita alla Stanza Rosa dell’ospedale di Grosseto, il presidente della Repubblica richiama istituzioni, scuola e società alla prevenzione oltre che alla repressione.

Il Capo dello Stato a Grosseto: prevenzione, formazione ed educazione per contrastare la violenza di genere

La violenza contro le donne richiede un intervento pubblico che parta dalla repressione dei reati ma arrivi fino all’educazione nelle scuole. Sergio Mattarella lo ha detto al termine della visita alla Stanza Rosa del Pronto Soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, dove è nata l’esperienza del Codice Rosa per l’assistenza alle vittime di violenza.

Il presidente della Repubblica ha definito la violenza un problema che il Paese non può più considerare secondario: “Il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque, che prima non era neppure considerato con attenzione adeguata è un’emergenza di primaria importanza della vita del nostro paese, come ovunque”.

Mattarella ha indicato nella prevenzione culturale uno degli strumenti necessari per affrontarla: “Non solo reprimere, ma bisogna prevenire, cancellando e rimuovendo questa sorta di ritardo di deficit culturale e di umanita’ nei confronti delle donne. E’ una emergenza di primaria importanza nella vita del Paese”.

Mattarella: “L’allarme continua. Un impegno di tutta la Repubblica”

Il Capo dello Stato ha spiegato anche le ragioni della visita a Grosseto: “Le ragioni che mi hanno condotto qui sono due. La prima è testimoniare l’allarme che continua a essere presente e non solo l’attenzione. Ma l’allarme e l’impegno che questo richiede per quanto ancora avviene. Un impegno di tutta la Repubblica”.

In un altro passaggio Mattarella ha ribadito: “Sono due le ragioni per le quali sono qui, la prima è sottolineare e testimoniare l’allarme che continua ad essere presente, non solo l’attenzione ma l’allarme, e l’impegno che questo richiede per quanto avviene. I numeri sono negativamente significativi, l’anno passato ci sono stati 97 femminicidi, nel primo semestre di ques’anno già 324: è un impegno pubblico della Repubblica”.

Il presidente è tornato poi sulla definizione della violenza di genere come emergenza nazionale. Il “fenomeno” della violenza “nei confronti delle donne, che prima non veniva neppure considerato con attenzione adeguata, è un’emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese come ovunque”.

Scuola e università chiamate alla prevenzione

Per Mattarella la risposta deve intervenire prima che la violenza si produca, lavorando sui rapporti umani e sulla formazione delle nuove generazioni.

“È un impegno pubblico della Repubblica, di tutta la comunità, quella di non soltanto di impedire, di reprimere, ma quello di prevenire cancellando, rimuovendo questa sorta di ritardo, di deficit, di carenza culturale e di senso dell’umanità che è alla base del fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque”.

Il presidente ha quindi richiamato direttamente il ruolo dell’istruzione: “Questo richiama, come è stato sottolineato, l’esigenza della prevenzione, della individuazione delle condizioni di violenza, della formazione e quella dell’educazione, sì, nelle scuole, nelle università come tema di lavoro professionale, ma nelle scuole per trasmettere un senso dei rapporti umani che è quello che ha sempre caratterizzato tra l’altro il modo di crescere della civiltà e che viene contrastato da questi fenomeni, da questi eventi”.

Il ringraziamento agli operatori del Codice Rosa

Durante la visita Mattarella ha espresso “Riconoscenza” per il lavoro svolto attraverso il Codice Rosa e per l’impegno di medici e operatori sanitari. Il presidente ha parlato di “un lavoro apprezzato, grazie per quanto fate” e di una “priorità”.

Il Codice Rosa è nato a Grosseto nel 2010 come progetto pilota ed è diventato negli anni una rete regionale e un modello di riferimento nazionale per l’accoglienza delle vittime di violenza.

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