Intervista di Affaritaliani.it a Vittorio Feltri sulle conseguenze in Forza Italia e nel Centrodestra dell’intervento chirurgico al cuore al quale verrà sottoposto Silvio Berlusconi.
Cosa cambia per Forza Italia e per il Centrodestra con l’intervento chirurgico a cui dovrà essere sottoposto Silvio Berlusconi? Il medico Alberto Zangrillo ha consigliato all’ex premier di non fare più politica…
“Politicamente sarà un casino perché lì non c’è chi comanda. E’ meglio avere uno che comanda male che uno che non comanda. Vorrei anche evitare di portargli sfiga, perché quando si parla di politica bene ma se si parla di vicende umane scatta la solidarietà. Poi io personalmente devo molto a Berlusconi e ho motivi di gratitudine che mi impediscono di dirne male”.
Il ‘cerchio magico’ (Pascale-Rossi-Bergamini) è ora meno forte?
“Il ‘cerchio magico’ è forte fintanto che c’è il mago, cioè Berlusconi. Se l’ex premier è costretto a rallentare o a sospendere la sua attività politica per motivi di salute, il ‘cerchio magico’ vale come una supposta”.
Idem la Pascale?
“Beh, tutti. Poveretta la Pascale, cosa può fare? Qui c’è una situazione cardiaca compromessa che va risolta. E credo che in questo momento Berlusconi pensi a tutto meno che a Renzi e ad Alfano”.
Lei conosce Forza Italia, chi in questo momento è più adatto a prendere in mano il partito? Toti? Gelmini che ha ottenuto moltissimi voti a Milano?
“Stimo molto la Gelmini, ma un conto è agire bene in una posizione intermedia e un conto è fare il capo di tutto. I capi non si nominano a tavolino ma si autoaffermano”.
Ma conoscendo i vari leader azzurri chi ha le carte in regola per prendere in mano Forza Italia?
“Al momento ne vedo uno solo: Stefano Parisi. Mi sembra l’unico che abbia le caratterische giuste”.
Quindi potrebbe fare il leader di Forza Italia e il candidato premier…
“Fare il candidato premier non significa vincere le elezioni. Però, indubbiamente, ci vuole un capo che abbia una certa personalità e Parisi ha dimostrato di averla. In due mesi ha fatto una campagna elettorale che lo ha portato alla pari con Sala, il quale ha l’appoggio di tutta la sinistra e che aveva l’Expo alle spalle. Quando Parisi è stato candidato non sapevo nemmeno chi fosse e, come me, credo anche il 97% dei milanesi. Ma è stato in grado di imporsi e di pareggiare con l’avversario. Questo mi fa pensare che abbia la personalità giusta per fare il leader”.
Leader del Centrodestra…
“Quello si vedrà. Si devono fare le trattative con gli altri partiti”.
Beh, Salvini anche se uscito male dal voto vorrà dire la sua…
“Uscita male si fa per dire. A Milano la Lega non ha mai superato il 10-11% anche in passato. E a Roma si è sacrificato per la Meloni. Come si fa a dire che Salvini è in crisi? Ha raccolto i voti che doveva raccogliere. E’ chiaro che quando la Lega è autonoma guadagna tanto, quando non lo è rimane un po’ al palo. Ma non vedo una crisi o qualcosa di drammatico. Poi è chiaro che è difficile mettere insieme gli indiani con i cowboy, quindi mettere d’accordo la Lega con Forza Italia, considerando che c’è anche Fratelli d’Italia, non è affatto facile. La crisi del Centrodestra prescinde dalle persone ma riguarda la struttura dei partiti che dovrebbero comporlo”.
Ci vorrebbe un reggente ora in Forza Italia. Romani? Brunetta?
“Mi sembrano tutte persone bravissime ma inadeguate al tipo di ruolo che si richiede in questo momento per sostituire Berlusconi. Il quale, con tutti i difetti e con tutti gli errori che ha commesso, è comunque una personalità forte. E quindi io non ne vedo una analoga. Se non Parisi”.

