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Politica
Parigi/ Vittorio Feltri: "La guerra in Libia autogol imperdonabile"


Secondo lei, è iniziata la guerra dell'Islam contro l'Occidente e l'Europa in particolare?
"La guerra è in atto da tempo. Se proprio vogliamo fissare una data di inizio del conflitto, questa è l'11 settembre cioè il giorno in cui furono abbattute le Torri Gemelle. Certamente non è una guerra convenzionale e l'Occidente ha dimostrato di essere impreparato a combatterla. L'invasione dell'Iraq e la deposizione di Saddam si sono rivelate inutili se non controproducenti. Idem il tentativo di amministrare l'Afghanistan. I terroristi che agiscono in Europa non hanno una divisa né una bandiera che li renda riconoscibili, la loro organizzazione è segreta e per sgominarla bisogna mobilitare e rafforzare i servizi di intelligence. E non è detto che ciò sia sufficiente per vincere il conflitto. Occorre tuttavia provarci. Inoltre la situazione richiede un maggior controllo dell'immigrazione. In Europa su 500 milioni di abitanti, circa 70 mila sono islamici fintamente integrati, almeno in parte. Troppi comunque".

Aveva ragione Oriana Fallaci?
"Oriana aveva ragione. I fatti lo confermano. La scrittrice aveva previsto tutto e anziché darle retta, molti occidentali, la quasi totalità di essi, l'hanno insultata facendola passare per una pazza esaltata. Un errore che personalmente non ho commesso. La gente di buon senso, quella che non conta, è sempre stata fallaciana".

Non crede che con la guerra di Sarkozy contro Gheddafi e con l'aiuto di Obama ai ribelli siriani l'Occidente abbia alimentato e aiutato il terrorismo?
"La guerra alla Libia è stato un autogol imperdonabile. Non solo Sarkozy ha sbagliato clamorosamente; anche gli Stati Uniti e altri paesi, incluso il nostro, si sono comportati con colpevole leggerezza. Eliminato Gheddafi, sono arrivati personaggi peggiori che hanno distrutto la Libia trasformandola in una polveriera e in un allevamento di terroristi. Se penso a quanti inneggiarono alla primavera araba, scambiandola per una sorta di liberazione, mi vengono i brividi. Altro che primavera. Si è aperta una stagione di tempeste".

Lo Ius soli che vuole introdurre Renzi in Italia non è un pericolo visti i fatti di Parigi?
"Determinate innovazioni mi sembrano premature. Vi rinuncerei, almeno per il momento".

Che cosa pensa dell'esclusione di Marine Le Pen dalla manifestazione di domenica a Parigi?
"Si sta facendo un altro favore a Marine Le Pen. La sua esclusione dalla manifestazione porterà altri consensi alla leader del Fronte Nazionale. I francesi come gli italiani credono che la signora Le Pen sia l'ultima spiaggia. La quale non ce la farà ad entrare all'Eliseo forse, ma ci andrà molto vicino spaccando in due l'opinione pubblica. La crescita continua della Lega di Matteo Salvini dovrebbe indurre a riflettere. Viceversa gli avversari degli ex padani non trovano di meglio che insultare e disprezzare questa formazione politica somigliante al Fronte Nazionale".

E i dibattiti in Italia nei talk show tra i politici servono a qualcosa?
"I dibattiti televisivi servono a confondere le idee a chi le ha già confuse. Sono esibizioni di stoltezza".

Il nostro Paese è pronto a fronteggiare la minaccia terroristica?
"Non siamo assolutamente pronti a difenderci dai terroristi perché li sottovalutiamo, cerchiamo di essere loro amici nella speranza che ci uccidano per ultimi. In fatto di stupidità primeggiamo sempre. Quando gli assassini colpiranno noi, daremo la colpa alle vittime degli attentati, dicendo che non dovevano provocare i feroci islamici".
 

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