Studenti, lavoratori e persone temporaneamente lontane dal Comune di residenza per motivi di cura potranno chiedere di votare nel luogo di domicilio. La procedura diventerà operativa solo dopo l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale.
Voto fuorisede Milano: chi può fare richiesta
Il voto ai fuorisede ha ottenuto il via libera della Camera attraverso un emendamento alla nuova legge elettorale. La misura permette a chi vive temporaneamente in una città diversa da quella di residenza di votare senza tornare nel proprio Comune.
L’approvazione parlamentare non rende ancora immediatamente disponibile il servizio. La norma entrerà in vigore soltanto se l’intero provvedimento sarà approvato e dopo l’adozione delle regole applicative.
La possibilità è prevista per gli elettori che si trovano fuori dal Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cura. Un universitario residente in un’altra regione ma domiciliato a Milano potrà quindi presentare domanda per votare nel capoluogo lombardo.
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La stessa procedura riguarderà lavoratori trasferiti temporaneamente e persone che soggiornano in città per trattamenti sanitari. Dovrà essere dimostrata l’effettiva condizione di domicilio attraverso la documentazione indicata dal successivo regolamento.
La disciplina esaminata dalla Camera prevede un registro degli elettori fuorisede presso l’ufficio elettorale del Comune di domicilio. L’iscrizione non equivale a un cambio di residenza e vale esclusivamente ai fini dell’esercizio del voto secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Voto fuorisede Milano: come dovrebbe funzionare la registrazione
L’elettore dovrà comunicare al Comune la volontà di votare come fuorisede entro un termine precedente alla consultazione. Alla richiesta potranno essere allegati un documento di identità, la tessera elettorale e una certificazione relativa a studio, lavoro, domicilio o cure mediche.
Il Ministero dell’Interno dovrà fissare contenuti, termini e documenti necessari. Una precedente formulazione parlamentare affidava a un regolamento ministeriale, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore, la definizione delle modalità operative e delle prove del domicilio.
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Una volta accolta la domanda, l’elettore riceverà indicazioni sul seggio nel quale presentarsi. Il voto dovrà essere ricondotto alla circoscrizione di residenza, per evitare che il trasferimento temporaneo modifichi la rappresentanza territoriale.
La nuova modalità è destinata alle elezioni politiche, alle europee e ai referendum secondo il perimetro che sarà definito nel testo definitivo. Per le elezioni comunali e regionali potranno essere necessarie procedure specifiche, perché schede e candidati cambiano tra territori.
Fino all’approvazione finale, chi risiede fuori Milano ma vive nel capoluogo non può ancora iscriversi a un registro ordinario valido per tutte le consultazioni. Le scadenze saranno pubblicate dal Comune e dal Ministero dell’Interno dopo l’entrata in vigore della legge.

