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AdP, Emiliano: 'Giochi di prestigio' Di Paola: 'Gestione cristallina'

Bari – La mina dei compensi di Mimmo Di Paola alla guida di Aeroporti di Puglia deflagra in pieno inizio di campagna elettorale e terremota il terreno già impervio delle Comunali. Circa 5 mln per i 12 anni sulla tolda di comando e le funzioni di responsabile per la sicurezza da chiarire nei modi e nei termini di assegnazione, oltre alla gestione degli ampliamenti di alcuni scali: “Inadatto a svolgere ruoli istituzionali”, entra a gamba tesa Michele Emiliano, in trincea, dal momento che lo stesso Comune di Bari risulta nell’assemblea dei soci.

Poteva non essere al corrente di tutti i passaggi? “Sono trasparente, è stata l’assemblea a decidere i compensi e non è possibile che abbia appreso ora degli incarichi”, tiene la barra dritta l’ingegnere, ufficializzato dagli azzurri per la successione ma il primo cittadino barese è per la linea dura: ''Restituisca i soldi dei compensi percepiti quale responsabile della sicurezza di AdP'', tuona, “una funzione accessoria, la cui retribuzione è stata percepita indebitamente e grazie, secondo me, ad un meccanismo che costituisce reato”, scandisce dal suo ufficio. Settantamila gli euro corrisposti per il ruolo di "Safety accountable manager” contestato. Non in un'unica soluzione, però, ma moltiplicati per quattro: il numero degli scali effettivi.

Emiliano AdP
 

Un giochetto di prestigio che quadruplica il compenso, del quale nessuno dei rappresentati sapeva e che la dice lunga. Soprattutto perché se non si apre una discussione sulla quadruplicazione di un incarico è difficile che qualcuno possa eccepire qualcosa”. Poi l’affondo: “Una delusione da parte di tutto il centrosinistra, se abbiamo tollerato che una persona così gestisse un comparto così delicato abbiamo commesso un errore politico. Stiamo verificando se sia stata pagata dalla società Aeroporti una scorta personale per Di Paola presso la propria abitazione e la cosa mi indispone non poco”, lascia cadere in conferenza stampa, netto sulla posizione di Palazzo di Città: “Contributo nel capitale della società pari allo 0,040% e non facciamo parte del Cda”.

Lo scontro è al calor bianco e il diretto interessato rintuzza con una conferenza stampa pomeridiana: “Emiliano getta fango per coprire il suo fallimento”, invia per direttissima l’ex numero uno di Adp, rispondendo al fuoco proprio sul profilo da titolare della fascia tricolore: “Ha messo la città in ginocchio. Ha chiuso un’industria su 4, tantissime imprese commerciali. Oltre la metà dei baresi è a rischio povertà. Se fosse stato un manager sarebbe stato cacciato per incapacità”. 

(a.bucci1@libero.it)

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