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Mosca innevata
 

“Presto in Russia tutti sapranno cos’è lo stile Puglia, molto diverso dal solito made in Italy. Parola dei 25 buyer russi che da domenica scorsa sono in Puglia per incontrare i rappresentanti delle oltre 100 imprese locali di moda e agroalimentare, che hanno aderito al progetto An Apulian Journey, l’iniziativa di Regione Puglia e Confindustria Bari e Bat, grazie alla quale operatori russi (buyer, distributori e importatori) hanno avuto 559 incontri d’affari in tre giorni, con operatori di imprese pugliesi che eccellono nella produzione di tessile, abbigliamento e calzaturiero; e in quella di vino, olio, pasta, conserve vegetali, salumi e formaggi.

Quella che si conclude, con la visita dei buyer al centro storico di Bari, è la seconda fase di An Apulian Journey, che aveva già ha visto l’incoming di 19 opinion leader e giornalisti russi che hanno poi raccontato la Puglia in reportage sulle più importanti testate della Federazione Russa.

Ed oggi a Bari chiude l’ultima sessione degli incontri d’affari (in tutto 185), che si è protratta più a lungo del previsto: perché i buyer russi si sono rivelati molto interessati a concludere nuovi contratti, oltre a quelli già sottoscritti nei giorni precedenti, per alcune centinaia di migliaia di euro.

Lalli Apulian Journey
 

Vino, olio, scarpe e abbigliamento, in particolare quello per bambini, hanno conquistato i russi che hanno poi voluto visitare alcune imprese del Tac (tessile, abbigliamento e calzaturiero) e dell’agroalimentare. A stupire particolarmente i buyer sono stati i caseifici pugliesi per la loro capacità di conservare la tradizione.  

“Torneremo presto qui – aggiungono i buyer – anche perché vogliamo incontrare nuove imprese che sono state capaci di dare vita a prodotti caratterizzati da uno stile unico, che abbiamo riscontrato solo  in questa regione che non conoscevamo ancora: avremmo voluto che questi giorni con voi non finissero mai – aggiungono – perché in ogni nuovo prodotto che abbiamo toccato con mano, sia nella moda sia nell’agroalimentare, abbiamo ritrovato le caratteristiche che i consumatori della Federazione Russa, 146 milioni di abitanti, stavano cercando da tempo. Saremo felici di importare lo stile Puglia e di farlo conoscere alle nostre imprese e ai nostri connazionali”.

Ad aver aperto le porte della Russia alle imprese pugliesi, infatti, sono stati i prodotti in grado di essere al tempo stesso innovativi e capaci di rispecchiare la tradizione della produzione artigianale, mantenendo però sempre un elevato standard qualitativo.

Capone5
 

“I russi – spiegano alcuni imprenditori pugliesi al termine degli incontri one to one – non badano al prezzo ma alla qualità: la prima cosa che li colpisce dei nostri prodotti è la differenza dal tradizionale made in Italy, perché qui siamo riusciti a introdurre elementi innovativi nella catena di produzione, senza mai perdere di vista la stessa natura del prodotto, né il contatto con sua la materia prima che è molto legata al territorio. Per noi – concludono – questa è stata una grande occasione e ringraziamo molto la Regione e Confindustria per aver organizzato tutto questo”.

Si tratta di un “successo” che, per l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, “deve essere il punto di partenza per potenziare le relazioni con la Federazione Russa. Infatti – spiega – siamo molto orgogliosi per i contratti che sono stati già sottoscritti ma anche per i contatti che sono stati stabiliti che, siamo convinti, si trasformeranno a breve in forme di collaborazione durature. Questa iniziativa dimostra con i fatti che le risorse messe in campo dalla Regione Puglia per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese stanno costruendo un cammino concreto nei nuovi mercati e aiutando le nostre imprese ad uscire dalla crisi”.

lalli marina
 

“Con questa iniziativa – sottolinea infine la vicepresidente di Confindustria Bari e Bat, Marina Lalli –  abbiamo voluto dare una chance in più alla nostra economia, dimostrando al mercato russo che il nostro territorio ha capacità imprenditoriali di prim’ordine. Siamo felici  che la Regione  abbia voluto realizzare con noi questo progetto, che offre alle nostre aziende l’occasione di farsi conoscere su un mercato molto promettente, col  quale alcune imprese non erano ancora entrate in contatto”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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