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Bari, la prima Casa Alzheimer Si inaugura con Rubini e Lanotte

Smarrire i ricordi è cadere nel Limbo di un'innocenza sconosciuta! E' barese la prima Casa Alzheimer di Italia: si trova  nel capoluogo pugliese, in via Papa Benedetto XIII, 21 ed è dedicata a Don Tonino Bello. Fortemente voluta dall'Associazione Alzheimer Bari onlus, costituitasi nel 2002 su sollecitazione del giornalista barese Ignazio Schino ed attualmente presieduta dal figlio medico Pietro Schino, Casa Alzheimer rappresenta una novità assoluta nel panorama assistenziale del nostro Paese: ne esistono infatti di simili solo in Olanda.

Ad inaugurarla un testimonial d'eccezione: Sergio Rubini. Il noto attore e regista pugliese taglierà idealmente il nastro dell'iniziativa alla presenza delle maggiori autorità istituzionali locali, dei pazienti e dei loro familiari. Nell'occasione anche la proiezione del corto "L'Abbandono", che tratta il tema della malattia, per la regia di Salvatore Lanotte e l'interpretazione di Alberto Rubini (padre di Sergio).

"Casa Alzheimer - spiega il Presidente Schino - nasce per dare ai malati e ai familiari che li assistono,i caregivers, la protezione necessaria nella fase iniziale e moderata della malattia: un luogo d'accoglienza che non è un ospedale, né una residenza sanitaria assistita, né un centro diurno, ma una casa in cui essere accolti e seguiti nel lungo e difficile percorso della malattia da educatori e psicologi. Un luogo dove si eseguono attività utili al recupero cognitivo e in cui, magari, ci si può prendere un caffè con gli altri ospiti e i loro familiari, scambiando esperienze ed emozioni, proprio come se si stesse nella propria casa".

Lanotte 01 locandina
 

Casa Alzheimer è sita in una villa, a Poggiofranco, elegante quartiere barese: 450 mq, la gran parte dei quali  dedicati ai pazienti, dotata di un ombreggiato giardino in cui gli ammalati potranno dedicarsi, tra l'altro, anche  all'aromaterapia: un percorso di erbe aromatiche e alberi da frutto da curare e veder crescere giorno dopo giorno, per stimolare i sensi e l'interesse verso l'ambiente esterno. In programma, tra le attività, anche  pet therapy, incontri di gruppo con ascolto di musica, lettura di libri e giornali, realizzazione di piccoli oggetti.

Attività finalizzate alla riattivazione della memoria, del linguaggio e dell'attenzione verso il mondo esterno, ma pure la possibilità di  sottoporsi ad una visita specialistica all'interno della struttura ( numerose le adesioni di professionisti medici : neurologi, geriatri, gastroenterologi, pneumologi, odontoiatri ) o  a servizi di Assistenza alla persona ( podologi, parrucchieri, barbieri etc) e non per ultimo servizio di Consulenza legale ( avvocati e commercialisti ).

Casa Alzheimer ospiterà anche il centro di ascolto, gestito dai volontari dell'Associazione, per rispondere tra l'altro, alla più angosciante delle domande che assale chi si confronta con la realtà di un parente colpito dalla  demenza: che fare?

Non a caso l'Alzheimer (patologia neurodegenerativa che colpisce inizialmente la memoria sino a rendere, negli ultimi stadi, la persona incapace di badare a se stessa nei più elementari bisogni quotidiani) è anche detta la malattia dei familiari.

Essi , infatti, si ritrovano da soli a fronteggiare il dramma: si pensi che in Puglia (casi stimati oltre 70 mila, di cui più di 6 mila nella sola città di Bari) l'Alzheimer è sì riconosciuta come malattia sociosanitaria, ma non gode di alcun sostegno pubblico, se non nei casi di estrema indigenza, in caso contrario le famiglie debbono mettere mano al portafoglio, che non dovrebbe avere mai fondo.

abbandono
 

" Dare un ambiente familiare ai pazienti ed ai loro caregivers - dice Katia Pinto, psicologa e  vicepresidente dell'associazione -  è il nostro obbiettivo: affrontare questa malattia in solitudine può essere devastante anche psicologicamente. Noi siamo qui  per dare ai nostri associati  (l'Associazione  barese conta attualmente oltre cento iscritti ) conforto e sostegno pratico: supporto riabilitativo e psicologico e, soprattutto, la possibilità di non sentirsi soli nel difficile percorso della demenza".

Per avere la dimensione esatta della malattia, si pensi all'allungarsi dell'età media di vita e al fatto che ogni 4 secondi, nel mondo, viene diagnosticato un caso di demenza, mentre ogni 10 secondi un Italiano perde la memoria.

(gelormini@affaritaliani.it)

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