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Bari Metropolitana. Il discorso del sindaco Antonio Decaro

IL DISCORSO DEL SINDACO ANTONIO DECARO IN APERTURA DELLA PRIMA ASSEMBLEA DELLA CONFERENZA METROPOLITANA

 

Buonasera a tutti,

Oggi siamo qui, per scrivere una nuova pagina della storia del nostro territorio. La conferenza metropolitana della città metropolitana di Bari si riunisce per la prima volta per celebrare un momento solenne e fondamentale: l’approvazione del primo atto che sancisce l’inizio di un nuovo ente e soprattutto di un nuovo percorso.

Siamo tutti consapevoli dell’importanza di questa prima seduta e della responsabilità che comporta.

In apertura mi preme ringraziare chi ci ha accompagnato per arrivare fin qua. I dipendenti della struttura provinciale e del Comune di Bari che ci hanno permesso di lavorare in maniera rapida ed efficace nonostante le lacune e le incertezze della normativa esistente. I 18 consiglieri metropolitani, i componenti della commissione statutaria, il Presidente della commissione, al quale passerò la parola per l’illustrazione della proposta. Tutti hanno dato prova di grande senso istituzionale e politico lavorando intensamente in queste settimane per fare sintesi delle diverse posizioni espresse, interne e esterne; mi piace in questa sede ricordare che la commissione statuto e tutti i consiglieri metropolitani hanno già partecipato a quattro appuntamenti territoriali nel corso dei quali hanno cominciato a incontrare i comuni e i cittadini.

Questo è solo l’inizio, un primo passo che spero possa dare a questo consesso la cifra di quello che vogliamo fare.

Come ho avuto modo di dire durante il primo consiglio metropolitano a Poggiorsini, avevamo due strade davanti a noi: intraprendere un lungo cammino segnato da logiche di campanile e da emendamenti strumentali in modo da approvare lo statuto nei tempi biblici a cui abbiamo abituato i cittadini oppure dare prova di avere un nuovo spirito e una nuova volontà approvando senza contrapposizioni ideologiche lo statuto metropolitano in tempi brevi. Così è stato.

Provincia MetropoliBA
 

Oggi, siamo qui a sottoporre alla vostra attenzione lo Statuto approvato dal consiglio ben 15 giorni prima dalla scadenza fissata per legge al 31 dicembre e vi chiedo, insieme ai consiglieri metropolitani, di condividere questo spirito aprendo le porte all’avvio di una nuova stagione istituzionale per i nostri territori e l’adozione di nuove pratiche nella gestione della cosa pubblica.

Da sindaco metropolitano vi chiedo di seguirmi in questa strada. Vi chiedo di condividere con me questa ambiziosa sfida e di mettere tutto l’impegno possibile per dimostrare ai cittadini che non siamo qui ad occupare una poltrona priva di significato e, soprattutto, di risultati. Un grande auspicio, che spero si trasformi in realtà, è che lo statuto, oggi, possa vedere la luce con l’approvazione unanime della conferenza metropolitana. Siete voi protagonisti di questa nuova fase che si è aperta. I sindaci dei comuni cioè la vera anima dell’area metropolitana. Da sindaco chiedo a voi, che siete impegnati nelle vostre comunità così come io sono impegnato nella mia, di mettere coraggio e portare questo nuovo ente tra i vostri cittadini. Oggi siamo a Bari, non nella sede del Comune ma nella nostra nuova casa, in questo bellissimo palazzo che è sede della Provincia e che sarà sede della città metropolitana.

L’avvio di questo percorso è avvenuto a Poggiorsini, il Comune più piccolo e più distante da Bari, per dare un segnale forte sulle nostre intenzioni di costituire e interpretare il ruolo della città metropolitana di Bari come policentrica. Questa è l’occasione per realizzare un nuovo progetto di comunità, rispettosa delle specificità dei singoli territori.

L’area metropolitana di Bari è la quinta area più popolosa del Paese, con una popolazione complessiva di oltre 1.200.000 abitanti. L’elevato peso demografico degli altri Comuni rispetto alla città di Bari rende doverosa la policentricità del nuovo ente.

Il policentrismo deve essere da subito declinato nei fatti e non restare solo sulla carta. Per questo lo Statuto non sarà una sorta di codice immodificabile scolpito nella pietra, ma potrà e dovrà essere modificato nel tempo in base alle esigenze e alle circostanze che ci si presenteranno davanti. Dovrà essere un cantiere della partecipazione sempre aperto che permetta al consiglio di continuare a confrontarsi costantemente con i territori. Questo perché noi metteremo in campo tutte le azioni possibili per rendere la discussione ampia e trasparente, nei processi come nelle decisioni.

Decaro statuto2
 

Ringrazio in questa sede il sindaco di Poggiorsini e il sindaco di Ruvo di Puglia che hanno dato un prezioso contributo al documento presentando emendamenti e indicazioni su cui il consiglio e la commissione hanno lavorato. Vi citerò solo alcuni dei passaggi fondamentali di quest a proposta, lasciando l’onere e l’onore al Presidente Pisicchio di aprire la discussione che ci vedrà protagonisti questa sera.

La proposta di statuto della città metropolitana di Bari è fonda i suoi tratti identitari nei valori e nei diritti. Ne citerò solo alcuni: il valore della sussidiarietà che è l’impegno più grande che possiamo prendere qui oggi assicurando a tutti i comuni, dal più grande al più piccolo, lo stesso valore e gli stessi diritti; l’impegno di gestire attraverso economie di scala i servizi da elargire al territorio metropolitano. Dobbiamo dare un senso al principio ispiratore del legislatore che ha abolito le province in un’ottica di spending review ponendoci la sfida della gestione ottimale dei servizi.

L’articolo 6 dello schema di statuto recita: La Città Metropolitana punta a garantire a tutti i suoi cittadini pari opportunità nel perseguire i massimi livelli di sviluppo della personalità umana a partire dall’esercizio del diritto alla cura ed alla bellezza. Credo sia la prima volta che un ente prende l’impegno di assicurare al proprio territorio e alle popolazioni che lo abitano il diritto alla cura. Un diritto che si traduce nella tutela del benessere della vita dei nostri cittadini nel presente e nel futuro e che abbraccia molteplici fattori: il diritto alla salute, il diritto allo studio, il diritto alla sicurezza e il diritto al lavoro. In particolare su quest’ultimo punto, vista anche la contingenza negativa che il Paese intero sta affrontando, mi preme dirvi che nessuno qui, in questa sala, dovrà sottrarsi alle responsabilità a cui siamo chiamati. Noi siamo i sindaci e i consiglieri della città metropolitana di Bari e come tali ci prenderemo cura dei nostri concittadini a partire dai dipendenti della Provincia che in queste ore vivono l’incertezza del futuro. Posso garantire che nessuno di loro sarà lasciato indietro, e che il nostro impegno nelle prossime settimane sarà tutto dedicato a trovare una soluzione di concerto con i comuni e con la Regione Puglia. La cura dei nostri cittadini passa anche dalla messa in sicurezza delle nostre scuole e dei nostri territori, perché oggi che abbiamo la possibilità di fare sistema, di ragionare come un unico territorio, non cercheremo scuse ma moltiplicheremo gli sforzi per la tutela del nostro territorio.

Un territorio ricco di storia, di tradizioni e di bellezza. E alla salvaguardia della bellezza dedicheremo tutta la nostra energia. Perché il diritto alla bellezza è un diritto irrinunciabile e una straordinaria opportunità di marketing turistico. Se c’è una cosa su cui possiamo e dobbiamo investire è la cura del nostro patrimonio ambientale, artistico e architettonico facendo sistema e sintesi nei percorsi e valorizzando al contempo le singole identità: dal grande patrimonio architettonico del Romanico della terra di Bari (chiese, castelli, borghi storici), agli insediamenti rupestri della valle d’Itria alla grandissima biodiversità racchiusa nei territori del parco dell’Alta Murgia senza dimenticare le meraviglie della costa che va da Giovinazzo a Monopoli: le spiagge, le rocce, le insenature che rappresentano fonte di grande ricchezza e di attrattività per i nostri comuni. Ma penso anche alle nostre tradizioni, il corteo storico di san Nicola, il carnevale di Putignano, le sagre enogastronomiche (polpo di Mola, calzone di Acquaviva,…..), le feste patronali.


 

Alla nostra cura è affidato un patrimonio di valore inestimabile che ci è stato tramandato nei secoli. Tommaso Fiore, nel suo viaggio tra i campi pugliesi, scrisse: E dovunque muri e muretti, non dieci, non venti, ma più, molti di più, allineati sui fianchi di ogni rilievo, orizzontalmente, a distanza anche di pochi metri, per contenere il terreno, per raccoglierne e reggerne un po’ tra tanto calcare. Mi chiederai- rivolgendosi al Piemontese Gobetti- come ha fatto tanta gente a scavare ed allineare tanta pietra. Io penso che la cosa avrebbe spaventato un popolo di giganti. Non ci voleva meno che la laboriosità di un popolo di formiche.

È proprio un popolo di formiche il nostro, che ha laboriosamente curato, nei secoli, la nostra terra con la consapevolezza della sua asprezza e della sua generosità. Terra di Puglia che ci restituisce ancora oggi l’opportunità di essere grandi nel mondo per le nostre peculiarità: le nostre colture, il grano, l’olio, gli ortaggi e la sapienza delle nostre donne e dei nostri uomini che ancora oggi ci lavorano rendendo alle generazioni future un patrimonio di culture, sapori e tradizioni che non esito a definire unico al mondo.

Questa è la nostra ricchezza e sono sicuro che ognuno di voi, qui in questa sala, ne è pienamente consapevole, come è consapevole dell’importanza del ruolo a cui oggi è chiamato. Per questo vi chiedo di lavorare con me alla programmazione del futuro della città metropolitana di Bari, nella consapevolezza che senza una programmazione realmente condivisa e lungimirante non riusciremo a raggiungere il traguardo che ci siamo posti.

Voglio appellarmi alla vostra responsabilità di amministratori prima ancora che di politici. Sappiamo che non la pensiamo allo stesso modo su tante cose, che apparteniamo a schieramenti politici differenti e che spesso rischiamo di rimanere intrappolati nelle logiche politiche delle appartenenze, ma io vi chiedo di avere la forza di andare oltre le contrapposizioni di parte, proprio come ha fatto il Consiglio metropolitano in queste settimane.

Diasparro Bari
 

Questa è la sfida che riusciremo a vincere solo se lavoreremo insieme, e se riusciremo a creare relazioni virtuose con la Regione, con il Governo e anche con l’Europa. Perché, consiglieri e sindaci, l’Europa e il Mediterraneo sono le due grandi opportunità che ci vengono incontro. Abbiamo la fortuna di essere l’area metropolitana che si pone naturalmente al centro di due emisferi economici e sociali che rappresentano il nostro biglietto vincente per il futuro: permettetemi di ringraziare l’università degli studi di Bari che in questo senso ci ha dato un grande spunto. Il futuro ci impone di confrontare costantemente la nostra identità culturale e commerciale con l’Europa e con i paesi del Mediterraneo, acquisendo le capacità necessarie per intercettare tutte le opportunità di crescita e finanziamento. La sfida metropolitana che stiamo intraprendendo è l’occasione giusta per dimostrarlo.

Concludo con un appello a voi, affinché siate veri portatori nelle vostre città, piccole o grandi che siano, presso i vostri cittadini, dell’importanza e dei valori che noi oggi stiamo condividendo, perché sappiamo bene che senza i cittadini e senza il loro sostegno, ogni nostra proposta sarà nulla.

È nostro compito assicurare il diritto alla partecipazione di tutti i cittadini, donne e uomini, a a questo ente, oggi e negli anni a venire. A questo proposito non posso non rilevare come oggi la parità di genere sia ancora inadeguatamente assicurata in quest’aula: ma siccome non sono le quote rosa in un lista a qualificare la presenza delle donne in un consiglio metropolitano o in un consiglio comunale, dovremo lavorare insieme per mettere in campo azioni concrete in tutti i territori della città metropolitana grazie ad una programmazione attenta alle politiche di genere del nuovo ente.

Con questi auspici apro il dibattito, consegnandovi la mia completa disponibilità a dialogare e a discutere, a riprogrammare, perché io sono un sindaco, esattamente come voi, uno che parla la vostra stessa lingua e che ha lo stesso interesse che avete voi a far crescere la nostra comunità. So bene che ci vuole coraggio, oggi, ad interpretare il ruolo di amministratori locali, in un momento in cui la politica sembra sempre più lontana dalla vita dei cittadini. E ci vorrà ancora più coraggio ad amministrare la nuova città metropolitana che stiamo facendo nascere. Ebbene oggi sento di dover condividere con tutti voi questo coraggio per affrontare insieme un percorso che non ci veda soli nella grande sfida al cambiamento.

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