A- A+
PugliaItalia

 

tavernierNuova giornata all’insegna del Cinema a Bari con il Bif&st 2013, attraverso l’occhio di un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese, che ha saputo scovare il segreto dell’unione tra produzione dell’Arte ed analisi critica: Bertrand Tavernier.
 
Un’altra figura emblematica del mondo di celluloide pronta a condividere ricordi e memorie uniche con il pubblico attento del Teatro Petruzzelli di Bari, senza tralasciare battute sul presente a proposito di Cinema e Realtà: “Il cinema, più della vita reale, spesso anche solo attraverso il racconto, è riuscito e riesce a carpire e spiegare la “common decency” di natura orwelliana”. E scherza con il pubblico: “Qualcosa che Berlusconi non ha evidentemente compreso”.
 
 
Dapprima addetto stampa e poi cinematografico ("Positif" e "Cahiers du cinéma", ad esempio).  Strada che permise all’autore l’incontro della vita, probabilmente, con il cinema americano, western e noir e l’innamoramento definitivo con la musica. Protagonista tra le più importanti, in seguito, di quasi tutte le sue opere. Iniziato all’uso della macchina da presa con la regia di due episodi di film collettivi, “Baiser de Judas” in Les baisers e “Le jeu de la chance” in “La chance et l'amour”, fu il 1974 l’anno della svolta per Tavernier. Momento chiave del sodalizio con Philippe Noiret, artista e grande amico del critico e regista: “Nei suoi ultimi giorni di vita – rivela con voce rotta Tavernier - insegnò le battute al suo sostituto, per amore del pubblico”. Una poetica, quella del regista, sempre attenta al mondo e all’altro, attraverso l’esplorazione della Storia (“Que la fête commence”, “Le juge et l'assassin”, “Un dimanche à la campagne”, “Laissez-passer”) e delle storie, come nel caso di “L'horloger de Saint-Paul”. Film con il quale il regista rappresenta, attraverso l’intimità della disperazione, uno spaccato della provincia francese ed il piccolo (grande) dramma di un orologiaio, privato della vita di tutti giorni.
 
 
Una voce sobria e colta quella di Tavernier, da alcuni scambiata per “fredda e distaccata”, mai figlia dell’ignoranza. Elemento che lo stesso regista, ancora oggi con vigore, rifugge: “L’Europa si sta allontanando dai suoi stessi insegnamenti, rintanandosi sempre più nell’ignoranza. Dobbiamo accorgercene e fare qualcosa”.
 
Tags:
tavernierbifestcinema
i blog di affari
La Meloni vola nei sondaggi ma si vota solo alle primarie del Pd
M5s, lo strappo è a un passo. E ora può nascere il partito di Conte
Illegittimo il redditometro fuori dalla realtà
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.