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"Viva Fellini!", scrisse sulla locandina Ingmar Bergman, che preferiva nella declinazione "Viva! Fellini", come augurio per l’amico, finchè fosse stato in vita.

Il manifesto e "I disegni di Federico Fellini dal libro dei sogni, a cura di Francesca Fabbri Fellini, resteranno in mostra nella Sala Murat, a Bari, fino al 23 marzo

Pubblicato per la prima volta nel 2007 da Rizzoli a cura di Tullio Kezich, è il Grande Album dell’inconscio felliniano. A quella Italiana seguirono tre diverse traduzioni, in inglese, francese e tedesco e in futuro arriverà quella cinese. L’Autore ha elaborato l’opera con impegno scrupoloso per circa un trentennio, dagli anni ’60 agli anni ’90, sotto consiglio dello psicanalista junghiano Ernst Bernhard, presso cui Fellini è stato in analisi dal ’60 al ’65, fino alla morte di Bernhard, avvenuta nel giugno del 1965. I sogni costituivano l’oggetto dei colloqui durante i quattro anni di sedute di analisi.

Il “Libro dei Sogni” è costituito da 2 libri di diverso formato: il primo, più piccolo, che ingloba i sogni dal 30 novembre del ’60 sino al 2 agosto ’68, il secondo dal febbraio 1973 al 1982 incluso, oltre i quali sono presenti appunti regalati e fogli sparsi datati anni ’90. Per un totale di 584 pagine. Si tratta di un diario onirico che Fellini definiva: “un insieme di segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”. Il Libro è pieno di eroi pubblici e privati della vita del Maestro. I suoi collaboratori più stretti dichiarano che lo sfogliava spesso, lo consultava con amore perché per lui era fondamentale. Di sicuro può costituire un prezioso documento per la comprensione del suo mondo. L’amico giornalista Vincenzo Mollica ha dichiarato che Federico pensava al Librone dei Sogni “come ad una sorta di codice aperto, dove ciascuno avrebbe potuto vedere ciò che voleva”. Per questo, al suo ritorno da Tokyo, dove aveva ricevuto il Premio Imperiale, Fellini ne vagheggiò la pubblicazione in Giappone. E racconta Mollica che Federico gli disse: “Non sarebbe bellissimo mostrarli ai lettori giapponesi solo così come sono, senza alcuna traduzione, misteriosi e sospesi!?” Di recente il Libro dei Sogni è stato digitalizzato dall’Editore Guaraldi (www.guaraldi.it)

La mostra resterà aperta presso la Sala Murat di Bari dal 1° al 23 marzo e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

(gelormini@affaritaliani.it)

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